Dal 25 febbraio al 25 maggio 2026 Villa Medici rende omaggio ad Agnès Varda con Qui e là, tra Parigi e Roma, la prima grande retrospettiva italiana dedicata alla sua opera fotografica. Un evento di particolare rilievo, che coincide con il settantesimo anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma e che restituisce tutta la complessità di una figura centrale del Novecento, capace di attraversare fotografia e cinema con uno sguardo radicalmente libero.

Agnès Varda Les Plages d’Agnès, photogramme, 2007 © Ciné-Tamaris

Curata da Anne de Mondenard e Carole Sandrin, in collaborazione con il musée Carnavalet – Histoire de Paris, Paris Musées e Rosalie Varda, la mostra si articola come un doppio movimento geografico e poetico: da un lato la Parigi del dopoguerra, dall’altro l’Italia scoperta e attraversata dall’artista tra la fine degli anni Cinquanta e i primi Sessanta. Due territori che non si contrappongono, ma si rispecchiano, rivelando la coerenza di uno sguardo capace di trasformare i luoghi in spazi intimi e politici al tempo stesso.

Il cuore dell’esposizione è rue Daguerre, il cortile-atelier al numero 86, dove Varda si stabilisce all’inizio degli anni Cinquanta. Più che un semplice luogo di lavoro, quel cortile diventa una matrice creativa: studio fotografico, set cinematografico, spazio espositivo e comunità vissuta. Qui nascono le prime fotografie, i primi film e una concezione dell’arte come pratica quotidiana, condivisa, profondamente incarnata. Le 130 stampe originali, insieme a estratti di film, documenti e oggetti personali, mettono in dialogo la fotografa e la cineasta, rivelando quanto il suo cinema fosse già inscritto nella fotografia, e viceversa.

Agnès Varda Fellini à la porte de Vanves, Paris 14e, mars 1956. © Succession Agnès Varda

La Parigi di Varda è lontana da ogni cartolina. È una città osservata dal basso, attraversata da figure marginali, donne, commercianti, artisti, volti anonimi. In opere come Cléo de 5 à 7 e Daguerréotypes, la capitale diventa un organismo sensibile, in risonanza con le emozioni e le inquietudini dei suoi abitanti. L’attenzione alle donne – ai loro corpi, ai loro sguardi, alle loro lotte – attraversa tutta l’opera di Varda, intrecciandosi a un femminismo concreto, mai teorico, radicato nell’osservazione dell’umano.

In continuità con questo percorso, la sezione dedicata all’Italia illumina un capitolo meno noto ma decisivo della sua attività fotografica. Le immagini realizzate tra il 1959 e il 1963, molte delle quali inedite, raccontano un’Italia osservata con curiosità e ironia: Venezia e i suoi abitanti, le architetture rinascimentali, i giardini di Bomarzo, ma anche il mondo del cinema. Memorabili i ritratti di Luchino Visconti a Roma, così come le fotografie scattate sul set de Il disprezzo di Jean-Luc Godard, con Brigitte Bardot, Jack Palance e Michel Piccoli.

Queste immagini rivelano una Varda reporter, capace di alternare la spontaneità dello sguardo a una forte attenzione grafica, fatta di ombre, contrasti e composizioni rigorose. L’Italia non è per lei un semplice scenario, ma un territorio di sperimentazione visiva e narrativa, in dialogo continuo con il cinema e la storia dell’arte.

Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma restituisce il ritratto di un’artista profondamente singolare, che ha fatto della propria vita un laboratorio creativo e della città un campo di indagine poetica.

Collier Schorr Agnès Varda dans sa cour rue Daguerre, Paris 14e. Séance pour Interview magazine, 22 juillet 2018, n°
521. Courtesy Collier Schorr.