Obiettivo trasparenza per il rubinetto di Daniele Foà che esplicita i meccanismi funzionali che regolano la temperatura e l’erogazione dell’acqua.
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Un giovane designer, Daniele Foà, ha sviluppato per la sua tesi di laurea l’idea di un rubinetto trasparente. L’ispirazione è nata dal desiderio di svelare, attraverso un prodotto di design, un piccolo mistero quotidiano legato alla funzionalità di un oggetto di uso comune, e far capire a tutti il meccanismo nascosto che lo fa lavorare in una certa maniera. La scelta si è focalizzata su un rubinetto da cucina.
BD03_UPGRADE_APE“Troppo spesso si lavora solamente sulla linea o sulla forma; la novità, per poter emergere nella ricchezza di soluzioni presenti sul mercato, deve essere ben motivata. Sono convinto che un nuovo prodotto debba essere la conseguenza di una ricerca, di un ragionamento o di uno spunto che giustifichi quella determinata soluzione trovata, che solo a quel punto può davvero ritenersi valida e concorrenziale. Inoltre l’oggetto stesso deve permettere all’utente di vivere un’emozione positiva, che magari possa in qualche modo gratificarlo. Il prodotto deve creare curiosità e interesse, l’obiettivo è che sia stimolante e faccia leva sul fascino della scoperta della novità.” racconta Foà, che è sempre stato affascinato dalla funzionalità degli oggetti e proprio per questo si è concentrato su un progetto che permettesse una rapida e intuitiva comprensione dei suoi meccanismi da parte degli utenti.
Daniele Foà non ha studiato una nuova linea estetica, ma ha preso un rubinetto esistente dell’azienda Gessi e ne ha modificato una parte, come lui stesso racconta: “L’obiettivo iniziale era quello di creare una nuova forma per l’intero corpo del miscelatore, che esaltasse l’interazione tra utente e prodotto, che esplicitasse i passaggi che permettono di controllare portata e temperatura dell’acqua.” Si è infatti concentrato su un componente specifico, il corpo del miscelatore, dove alloggia la cartuccia, grazie alla quale, attraverso la leva di comando, si controlla la portata e la temperatura dell’acqua che poi fuoriuscirà dal rubinetto. Ma non è tutto qui, infatti all’interno del corpo trasparente Foà ha inserito un piccolo led a raggi ultravioletti, il quale non solo rende più affascinante il rubinetto con la luce che emana, ma i raggi ultravioletti sono antibatterici e purificano l’acqua.
Dopo una lunga ricerca alla fine Foà è riuscito nel suo intento: svelare una curiosità prima nascosta, far vivere l’emozione di interpretare e poter capire qualche cosa che prima s’ignorava.

Daniele Foà
Laureato nell’aprile del 2014 in Design del Prodotto per l’Innovazione al Politecnico di Milano, Daniele Foà è un designer di 26 anni che ha partecipato a un programma d’interscambio di un anno preso la Pontificia Università Cattolica di Rio de Janeiro frequentando Disegno Industriale e Grafica. Tra il 2013 e il 2014 ha partecipato a vari progetti, tra cui uno stage presso l’Associazione Culturale Plana, il progetto di allestimento di uno stand al Macef per il vaso Shaky di Gianluca Sgalippa, la suddivisione di uno stand per Contemporary Mood per un evento durante la Fashion Week a Milano e, con ASNT Architettura, il progetto BioBox presentato al Fuori Salone 2014.