location: Galleria Continua, San Gimignano, Siena

Galleria Continua è lieta di presentare tre nuove mostre personali di tre tra i più importanti artisti contemporanei della scena internazionale: Juan Araujo “Walled – in Shut”, Reynier Leyva Novo “El Peso de la muerte” e Qiu Zhijie “Racing Against Time”. Le mostre saranno inaugurate sabato 13 Febbraio e saranno visitabili fino al 1 maggio 2016, da lunedì a sabato, con orario 10-13 / 14-19.

Juan Araujo Walled – in Shut

Juan Araujo è uno degli artisti contemporanei più importanti dell’America Latina. Walled – in Shut prima mostra personale in Italia, presenta un gruppo di opere ispirate alle immagini che hanno influenzato Rothko nella creazione delle opere per il Seagram Building di New York. L’artista fa riferimento ad un viaggio di Mark Rothko in Italia nel 1959 che coincise con un momento particolarmente delicato per l’artista statunitense. Ricevuta l'importante commissione per il Seagram Building, Rothko era da un anno immerso in profonde riflessioni che lo indussero a cercare riscontri alle proprie idee in opere del passato. Le opere di Juan Araujo nascono a partire da un’immagine fotografica di un edificio o di un paesaggio, sulla quale l’artista interviene mettendo a fuoco una porzione e riproducendola. Questo ritaglio, copiato e trasformato, dà vita ad un’ immagine che conserva in sé il frammento originario ma si palesa anche come nuovo frammento pittorico. L’opera di Araujo non intende essere mera citazione o appropriazione, ma riflessione sulla storia, sulle immagini stesse e la loro permanenza nel tempo attraverso diverse formule di riproduzione, adattamento e diffusione.

Le famiglie Rothko e Fischer sbarcarono a Napoli e visitarono Pompei. Secondo il racconto di Fischer, Rothko scoprì “un profondo legame” tra il suo lavoro in corso d’opera al Seagram’s Building e le antiche pitture murali della Villa dei Misteri. Poi la famiglia Rothko visitò Roma, Firenze e Venezia. A Firenze, Rothko si recò presso la Biblioteca Laurenziana, progettata da Michelangelo, così come aveva fatto in occasione di una precedente visita nel 1950. In una successiva intervista con Fischer, Rothko ammise che la sensazione di spazio creata dal vestibolo laurenziano era stata per lui fonte d’ispirazione per le opere del Seagram Building. “Questa sala crea esattamente l’impressione che volevo”, affermò Rothko. “I visitatori hanno la sensazione di essere imprigionati in una stanza con porte e finestre murate (“Walled in Shut”) (Juan Araujo).

Juan Araujo è nato nel 1971 a Caracas, Venezuela. Vive e lavora a Lisbona, Portogallo. L’artista ha realizzato mostre personali in importanti istituzioni internazionali, tra queste “Mineirianas” presso Inhotim, Centro de Arte Contemporánea di Belo Horizonte in Brasile e “A Través” al Centro Gallego de Arte Contemporáneo (CGAC) di Santiago de Compostela in Spagna, entrambe del 2015. Il suo lavoro è stato incluso inoltre in numerose esposizioni collettive e biennali: “United States of Latin America”, MOCAD Museum of Contemporary Art Detroit, Detroit, USA (2015), “Another Part of the New World”, Moscow Museum of Modern Art, Mosca, Russia (2015), “The insides are on the outside”, a cura di Hans-Ulrich Obrist, Casa de Vidrio, San Paolo, Brasile (2013), Triennale di Aichi, Nagoya, Giappone (2010), Museu de Arte Moderna di São Paulo, San Paolo (2009); Biennale di Sharjah, Emirati Arabi Uniti (2009); Biennale di Mercosul, Porto Alegre, Brasile (2007); Biennale di San Paolo (2006); San Diego Museum of Art (2005) e American National Society, New York (2005).

Reynier Leyva Novo El peso de la muerte

Rappresentante della più giovane generazione di artisti cubani, Reynier Leyva Novo presenta El peso de la muerte, un progetto ideato appositamente per Galleria Continua che raccoglie una serie di opere inedite in cui la ricerca e il procedimento sono aspetti essenziali.
Profondamente poetico ma anche carico di interrogativi, il lavoro di Reynier Leyva Novo si inserisce nel contesto delle battaglie quotidiane per giungere al fondo dell’identità individuale e collettiva. Partendo dalla riflessione sul XX° secolo, considerato il centennio delle grandi tragedie umane, dei regimi totalitari, che nella Seconda Guerra Mondiale, raggiunsero il loro apice, concorrendo a registrare il più alto numero di morti nella storia, l’artista concepisce un ciclo di lavori che dà anche il titolo a questa mostra. L’opera prende forma dalla quantità di inchiostro utilizzato per stampare gli elenchi di vittime ufficiali della Seconda Guerra Mondiale pubblicati da ogni paese belligerante ed i certificati di morte dei Capi di Stato coinvolti nel conflitto. Il calcolo viene effettuato utilizzando INk 1.0, il software progettato per calcolare area, volume e peso dell'inchiostro di manoscritti e documenti stampati a partire dalle immagini digitalizzate dei documenti originali. Da questa procedura di calcolo nascono anche Cinco noches, Nueve leyes e La última pena, una nuova serie di opere che l’artista raggruppa con il titolo El peso de la Historia. Cinco noches raccoglie cinque libri politici del XX° secolo che hanno costituito, in larga parte, la base ideologica di cinque sistemi totalitari in parti diverse del mondo. Nueve leyes si focalizza su una selezione della legislatura applicata dalla Rivoluzione Cubana dal suo inizio ai nostri giorni. La última pena è l’applicazione di INk sulla parte del codice penale cubano che regola l’applicazione della pena di morte dal 1987 ad oggi”. L’acciaio nelle mani di Novo si trasforma in un set di pesi mobili che si aggiungono alle bilance per equilibrare i carichi e determinare il peso piuttosto che in utensili per lavorare la terra. Ciascun oggetto riporta un’iscrizione: i dati tecnici dell’arma distrutta oltre al titolo e l’edizione dell’opera. Quando si acquista un’arma si acquisisce una proprietà che permane come un documento legale, anche se l’arma stessa viene distrutta. Il processo messo in atto da Reynier Leyva Novo fa si che la proprietà dell’arma diventa proprietà dell’opera d’arte.

Reynier Leyva Novo nasce a L’Avana, Cuba nel 1983. Vive e lavora a L’Avana. Conseguito il diploma presso il Centro d’Arte Sperimentale Antonio Díaz Peláez, prosegue il suo percorso di studi a L’Avana, prima alla Scuola di Belle Arti San Alejandro (2003) poi al Dipartimento di Comportamento Artistico diretto da Tania Bruguera (2007); dal 2004 al 2008 studia presso l’Istituto Superiore di Belle Arti. Tra le più recenti mostre personali ricordiamo El peso de la Historia, evento collaterale della XII° Biennale de L’Avana, Parco Morro-Cabaña, L’Avana (2015) e El polvo, la sangre, el sueño común, Bildmuseet Museo d’Arte Contemporanea e Cultura Visiva, Umeå, Svezia (2013), El deseo de morir por otros, XI° Biennale de L’Avana, Collegio di San Gerónimo, L’Avana (2012). Numerose le collettive che hanno dato modo all’artista di esporre il suo lavoro in tutto il mondo: nel 2015 al Pérez Art Museum di Miami, al Museo Ebraico di New York, alla Fondazione Valentín de Madariaga di Siviglia; con Project 35 Volume 2 in Slovenia, Venezuela e America nel 2015 e in Tailandia, Singapore, Indonesia e Hong Kong nel 2014. Le sue opere fanno parte di numerose importanti collezioni: Museo Nazionale di Belle Arti, L’Avana; Museo d’Arte del Bronx, New York; Museo di Hirshhorn, Washington DC; Centro d’Arte Walker, Minneapolis; PAMM Museo d’Arte Perez, Miami; Museo d’Arte Jordan, Oregon, Fondazione CIFO-Europa, Spagna, Fondazione Misol, Bogotá, Colombia, Collezione Farber, New York e Collezione Pizzuti, Ohio negli Stati Uniti.

Qiu Zhijie Racing Against Time

Dopo la personale realizzata nella sede di Pechino nel 2013, Galleria Continua presenta per la prima volta nei suoi spazi espositivi di San Gimignano, una mostra personale dell’artista cinese Qiu Zhijie dal titolo Racing against Time. Il progetto si compone di un gruppo di opere inedite e appositamente concepite per questa esposizione. Qiu Zhijie non è solo un artista internazionalmente affermato ma anche un punto di rifermento centrale nel panorama artistico cinese. La sua pratica artistica abbraccia la calligrafia, la poesia ma anche l’insegnamento, la critica e la curatela; pensatore, attivista, cartografo, Qiu Zhijie è una figura intellettuale a tutto tondo, il suo fare si declina attraverso una pratica onnicomprensiva, quella che in lingua cinese viene definita Arte Guangdong. Questo termine raccoglie al suo interno differenti significati. E’ l’espressione della libertà individuale nel rispetto delle responsabilità sociali, è la concomitanza tra analisi razionale e impulso, è l’interazione armonica tra le diverse sfere di azione in cui siamo impegnati. E’ infine il sodalizio, reciprocamente vantaggioso, tra l'esperienza dirompente di fare arte e l'esperienza del vivere quotidiano. “L’arte non riguarda solo l’opera prodotta, ma anche l’ambiente più generale a cui l’opera reagisce; è una pratica completa”, afferma l’artista, dunque imprescindibile dal confronto con la vita reale, la società, la politica e la storia, del nostro tempo e di quello passato. Racing against Time, il progetto che l’artista concepisce per le ampie sale del piano terra della galleria, si sviluppa prendendo la forma di un sito archeologico. In mostra Evolution, un ciclo di ‘paesaggi’ nella tipica cifra stilistica di Qiu Zhijie, realizzati con una tecnica secolare cinese di tamponamento con spugne, rilievi di carta, alcuni cosparsi di fossili e frammenti di manufatti, sono un mondo che affiora in superficie grazie alla sensibilità archeologica di Qiu Zhijie. La serie Evolution si sviluppa cronologicamente, dalla Pangea all'invenzione dell'agricoltura fino alla "nascita di Dio"; le immagini degli intricati scheletri di "Lover" e quelle dell’uccello leggendario Kunpeng rappresentano il punto finale della storia evolutiva.

Qiu Zhijie è nato a Zhengzhou, nella provincia del Fujian, Cina nel 1969. Vive e lavora a Pechino e a Hangzhou. Diplomatosi in incisione all’Accademia di Belle Arti di Zhejiang nel 1992, inizia a essere da subito attivo sulla scena dell’arte contemporanea. E’ professore all’Accademia d’Arte Cinese e presso il Dipartimento di Arte Sperimentale dell’Accademia di Belle Arti Centrale. Tra le principali mostre personali ricordiamo The Grand Project, Fujian Art Museum, Fuzhou (2015), L’Unicorno e il Dragone, Fondazione Querini Stampalia, Venezia (2013), Blue Print, WDW Art Centre, Rotterdam (2012), Twilight of the Idols, Haus of World Culture, Berlino (2009), Breaking through the Ice, Ullens Contemporary Art Center, Pechino (2009), A Suicidology of The Nanjing Yangzi River Bridge 1 - Ataraxic of Zhuang Zi, Shanghai Zendai Museum of Modern Art, Shanghai (2008). L’artista ha preso parte a numerose mostre collettive, tra queste: Bentu, Chinese Artists in a Time of Turbolence and Trasformation, Fondazione Louis Vuitton, Parigi, 56° Biennale di Venezia (2015), 31° Biennale di San Paolo (2014), Biennale di Goteburg (2013), 53° Biennale di Venezia, Padiglione cinese (2009), The Real Things: Contemporary 6th Chinese Art, Tate Liverpool (2007), Biennale di Gwuangju (2006), Triennale di Yokohama (2005), 25° Biennale di San Paolo (2002). Come scrittore d’arte, Qiu Zhijie ha pubblicato vari testi tra i quali: The Image and Post Modernism (2002), Give Me a Mask (2003), The Limit of Freedom (2003), The Photography after Photography (2004), On Total Art (2012). Qiu Zhijie è stato anche curatore della prima mostra di video arte in Cina nel 1996 e, tra il 1999 e il 2005, curatore di una serie di mostre per promuovere il lavoro di giovani artisti cinesi dal titolo Post-sense Sensibility. Nel 2012 è stato curatore della 9° Biennale di Shanghai, Reactivation.

Inaugurazione sabato 13 febbraio 2016, via del Castello 11, 18-24 Fino al 1 maggio 2016, da lunedì a sabato, 10-13 / 14-19

 

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