Quattro anni fa, assieme a Giuseppe Zampieri, Direttore e Socio di David Chipperfield Architects Milano, avemmo il privilegio di visitare il luogo in cui gli oltre 600 Marmi Torlonia sono conservati da decenni. Al riparo dalla luce del giorno e dal mondo di superficie, scoprire questa moltitudine di sculture ci sembrò quasi una scoperta archeologica.
Sebbene ogni singola opera fosse notevole, con la sua propria storia e il suo carattere resiliente, si percepiva immediatamente che anche la Collezione stessa fosse, nella sua totalità, un'opera d'arte con una storia duratura - quasi mitologica - che esigeva di essere finalmente rivelata e per questo dobbiamo ringraziare Fondazione Torlonia che ha deciso di condividere i primi 100 marmi restaurati.
Come Architetti, abbiamo fiducia nel potere di tutto ciò che è fisico, nonostante la crescente virtualizzazione del mondo che ci circonda. Abbiamo la certezza che chiunque vedrà queste opere straordinarie percepirà il potere della loro presenza ed apprezzerà la straordinaria fortuna di essere testimoni della loro complessa storia, che ci mostra il pensiero e la genialità di un'altra civiltà.

Ispirati dalla conoscenza e dall'entusiasmo del Professor Salvatore Settis, abbiamo avuto il privilegio di comprendere la reale importanza di queste opere, non solo come reperti storici ma come preziosi testimoni nel tempo dell’attività dell’uomo. La trasformazione di molte di queste opere da parte degli artisti del XVI e XVII Secolo, in particolar modo Pietro e Gian Lorenzo Bernini, ci ricorda che la storia non è una realtà avulsa dal presente, bensì un’occasione per riflettere su di esso.
Il gruppo di David Chipperfield Architects Milano, guidato dall’Architetto Cristiano Billia ha lavorato a stretto contatto con il Professor Salvatore Settis e il Professor Carlo Gasparri sin dall'inizio del Progetto Curatoriale. Il Progetto di Allestimento ha messo al centro dell’attenzione l’arte della Collezione tanto quanto le opere scultoree stesse, considerando contemporaneamente diversi livelli; è stato quindi un enorme privilegio lavorare con questi due brillanti storici.

L’allestimento presso Villa Caffarelli delle circa 100 sculture selezionate, guarda innanzitutto al catalogo della Collezione Torlonia del 1885 e alle prime fotografie di ciascuna opera che esso include. Queste immagini ritraggono ogni scultura su uno sfondo nero, che astrae il disegno dell’opera stessa esaltandone i dettagli e i caratteri individuali. Dato che le opere allestite coprono una varietà di scenari ed epoche, ci siamo resi conto che possono essere più direttamente apprezzate, sia individualmente sia collettivamente, su uno o più sfondi omogenei. L’allestimento delle quasi 100 sculture prende ispirazione dall'evoluzione delle opere della Collezione, che non sono organizzate per tipologia bensì per acquisizione. Le cinque sezioni, che seguono una sequenza narrativa con cronologia invertita, sono caratterizzate da un sistema di vari colori utilizzati per la diversa definizione delle aree, mentre un sistema di plinti variabili articola la varietà e la dimensione delle opere scultoree.

L’allestimento crea un’architettura che risponde agli spazi di Villa Caffarelli e al luogo. I plinti si ergono a diverse altezze e le piattaforme continue in mattoni grigio scuro sono trattate come estrusioni dalla pavimentazione - un riferimento alle antiche architetture romane – da un lato, tridimensionalmente e tradizionalmente, in blocchi di laterizio e dall’altro un riferimento all’antico Tempio di Giove Ottavio Massimo: il più grande monumento esistito in Campidoglio con fondazioni tettonicamente e tradizionalmente in blocchi di laterizio e dall’altro un riferimento all’antico Tempio di Giove Ottavio Massimo: il più grande monumento esistito in Campidoglio con fondazioni tettonicamente e tradizionalmente in blocchi di cappellaccio.

I plinti, formati da mattoni, sono a tutti gli effetti strutture architettoniche con la doppia funzione di basamento e fondazione ma non sono piedistalli, ovvero strutture decorative di varia forma e materiale con l’intento di rappresentare e completare in rilievo e plasticamente la scultura. L’intento, attraverso questo allestimento, è quello di promuovere il valore di queste opere e lo straordinario sapere che le circonda. Per noi Architetti è un onore avere un ruolo nella storia della Collezione Torlonia e, soprattutto, lavorare in dialogo con opere di bellezza senza tempo, eredità che andrà oltre noi e il nostro tempo nel futuro.