La ristrutturazione di un appartamento torinese costruito negli anni Cinquanta è stata l'occasione per ripensare gli spazi con attenzione a benessere fisico e mentale, ordine visivo e qualità della luce. Il progetto, curato da Matteo Magnabosco Architetto, aggiorna l’abitare contemporaneo senza perdere calore domestico, costruendo un interno pensato non solo per essere vissuto, ma per accompagnare concentrazione, calma e relazione.

casa terracotta
©Arcreative

Il progetto, denominato Casa Terracotta in virtù della palette cromatica scelta, è intervenuto sulla planimetria esistente senza stravolgerla, lavorando per sottrazione e permeabilità. L’originario quadrilocale è stato alleggerito nei suoi confini più rigidi, mantenendo l’impianto distributivo ma ridefinendo le connessioni tra gli ambienti.
La luce naturale è diventata il filo conduttore dell’intervento: nuove aperture, una vetrata fissa in vetro rigato e il rapporto diretto con i balconi permettono alla luce di attraversare l’appartamento, valorizzata da superfici chiare e da una palette cromatica misurata.

casa terracotta
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La cucina di Casa Terracotta, cuore simbolico e funzionale della casa, si trasforma in uno spazio permeabile e privo di porte, in continuità visiva con il soggiorno. Il serramento in vetro rigato filtra la luce creando una separazione leggera e mai definitiva. Il colore azzurro degli elementi contenitivi dialoga con il bianco e il grigio delle superfici, mentre il tavolo in graniglia introduce una dimensione materica informale, coerente con l’idea di una casa vissuta e accogliente.

casa terracotta
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Il soggiorno si configura come un ambiente fluido, dominato da un grande divano e da una libreria a tutta altezza che assume un ruolo centrale nel progetto. Non è un semplice arredo, ma un vero elemento architettonico: la libreria blu ottanio attraversa lo spazio e diventa soglia, filtro e connessione tra living e studio. Un passaggio che avviene simbolicamente attraverso i libri, rafforzando la continuità culturale e funzionale tra le due aree.

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Lo studio, separato ma non isolato, può trasformarsi all’occorrenza in una camera per gli ospiti grazie a un pannello scorrevole che consente di modulare il grado di apertura. Ancora una volta, il progetto Casa Terracotta evita compartimentazioni rigide, privilegiando soluzioni flessibili e reversibili, capaci di adattarsi ai diversi momenti della vita quotidiana. L’accesso alla zona notte avviene attraverso un pannello scorrevole color terracotta, collocato in prossimità dell’ingresso e concepito come primo filtro visivo e funzionale. Un elemento mobile che tutela la privacy e, nel suo movimento, nasconde l’appendiabiti dell’ingresso introducendo a una sequenza più raccolta.

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Oltre il pannello si apre un piccolo disimpegno, spazio di servizio e di transizione, che ospita un’armadiatura a muro con funzione di lavanderia e distribuisce l’accesso al bagno e alla camera da letto. La camera riprende e rafforza il linguaggio materico dell’intero progetto: la carta da parati ritorna sulla parete del letto come elemento avvolgente, dialogando con arredi in legno e armadiature integrate dai toni del grigio, pensate per scomparire e non appesantire lo spazio. La continuità di materiali, colori e dettagli costruisce un ambiente coerente e rilassante, in cui la zona notte si configura come una vera suite privata, raccolta ma luminosa.

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I materiali rafforzano l’idea di naturalezza e benessere: parquet in rovere naturale a listoni per tutta la casa, ceramiche semi-artigianali lucide e irregolari per il bagno, vetro, legno e tessuti come elementi ricorrenti. La carta da parati, utilizzata anche nella zona guardaroba, introduce un delicato motivo vegetale che dialoga con il grande elemento in tessuto bianco sospeso sul soffitto della camera, una sorta di foglia luminosa che accentua la dimensione sensoriale dello spazio.

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La palette cromatica si costruisce attorno al terracotta, che colora la parte centrale dell’appartamento e ne diventa segno identitario. Accenti di carta da zucchero, verde acqua e ottanio ritornano negli arredi, nella libreria e nei dettagli, mentre il legno attraversa l’intero progetto come filo conduttore, evocando una memoria domestica contemporanea.
Il risultato è una casa luminosa e accogliente, in cui ogni scelta progettuale contribuisce a costruire un equilibrio tra funzionalità e percezione. Uno spazio in cui luce, colore e materia non definiscono solo l’estetica, ma diventano strumenti di benessere quotidiano, accompagnando chi lo abita in una relazione consapevole con lo spazio.

Scheda progetto
Località: Torino
Committente: privato
Superficie: 88 mq
Progettista: Matteo Magnabosco Architetto
Arredobagno, sanitari e rivestimenti: Archimede, Ceramica Flaminia, Mobilduenne, Novamobili, Sartoria, Tikamoon
Arredi su misura: Falegnameria Alessio
Parquet: Piccardi Living
Cucina, camera da letto, divano soggiorno: Sanvido Arreda
Illuminazione: TraianoLuce 73, Artemide, Cattaneo, Egoluce, Karman, Sikrea Aloha
Rubinetteria bagno: Bongio On
Arredo: Cinquanta3, Kartell
Imbottiti: Flexteam, L'Opificio
Cucina: Meson's