Nel centro storico di Caserta, in prossimità del complesso monumentale della Reggia borbonica, l’architetto e designer Gae Avitabile affronta la riconversione di un antico deposito di ridotte dimensioni, interpretandolo come un dispositivo spaziale compatto e ad alta intensità progettuale. L’intervento si fonda su un’attenta rilettura dell’involucro esistente e sulla costruzione di un nuovo equilibrio tra spazio, luce e materia, in cui le scelte distributive, i dettagli costruttivi e la selezione dei materiali concorrono a definire un ambiente unitario, sostenibile e fortemente caratterizzato.

Prende forma Casa Egle, un’abitazione di 45 metri quadrati in cui il progetto di ristrutturazione e interior design opera per sottrazione e stratificazione, trasformando i vincoli dimensionali in opportunità compositive. Il riuso di elementi e arredi, insieme a soluzioni su misura, diventa parte integrante della struttura narrativa del progetto: ogni scelta funzionale e materica è pensata come elemento attivo nella costruzione dello spazio e come veicolo di memoria, dando vita a un interno essenziale ma denso, capace di coniugare rigore architettonico e dimensione domestica.

©Carlo Oriente

Spinta da un interesse consolidato per il brocante e per gli oggetti d’epoca, Egle, proprietaria dell’immobile, costruisce nel tempo una collezione eterogenea di arredi e complementi provenienti da contesti differenti: eredità familiari, acquisti presso restauratori, mercati dell’antiquariato e viaggi. Un insieme stratificato che si configura come un archivio personale di memorie, esperienze e relazioni, e che diventa il punto di partenza concettuale dell’intervento. A partire da questo patrimonio materiale e simbolico, l’architetto Gae Avitabile sviluppa un progetto di interior design dal carattere sartoriale, concependo lo spazio abitativo come un dispositivo capace di accogliere, valorizzare e riattivare oggetti portatori di storia.

L’antico deposito di famiglia viene così riconvertito in un bilocale soppalcato, progettato attorno a una narrazione domestica precisa e profondamente radicata nell’identità della committenza. L’intervento opera nel rispetto della struttura originaria e del contesto esistente, privilegiando una trasformazione misurata e consapevole. Ne risulta uno spazio in cui la disposizione, i materiali e gli arredi instaurano un dialogo coerente e continuo: ogni elemento appare integrato in modo naturale, come parte di una composizione sedimentata nel tempo, che trova una nuova attualità attraverso lo sguardo critico e contemporaneo del progetto.

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Casa Egle ci accoglie con una infilata di ambienti accomunati dal pavimento in sestini di cotto, elemento della struttura originaria riportato all’antico splendore grazie a un’attenta opera di restauro, che accende di una calda tonalità terrosa lo spazio abitato e instaura un dialogo a contrasto con la scatola volumetrica, contraddistinta da soffitto e pareti intonacate di bianco; quest’ultime appaiono arricchite da una inserzione cromatica effetto boiserie nei toni del verde, che ne ricopre la superficie e si estende lungo gli stipiti, per giungere infine a rivestire le porte e le pareti del bagno, in un continuum visivo dalla personalità essenziale eppure decisa. Che non passa di certo inosservata.

L’ambiente cucina, arricchito da un’ampia struttura metallica soppalcata che accoglie la zona notte, rivela un carattere informale eppure ricercato, nel cui contesto spicca l’antica madia di famiglia impreziosita da un piccolo lavello ricordo di un viaggio in Marocco, trasformata in blocco operativo per la preparazione dei pasti. Completa l’angolo un frigorifero dalle dimensioni contenute che emerge per la sua tonalità rosso fiammante, accostato a un mobile di recupero arricchito da un resistente tessuto in pendant con le scelte cromatiche degli spazi proveniente anch’esso dal Marocco, utile per riporre stoviglie, bicchieri e altre suppellettili.

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In aperto dialogo con la luce che filtra dalle finestre, schermata dalle poetiche tende croquet ricavate da un antico copriletto eredità di famiglia, la zona colazione/pranzo/cena si risolve con estrema semplicità attraverso la presenza di un set vintage di arredi outdoor in metallo: le sedie dal sapore industrial completano il tavolo dalla peculiare base a forma di cactus, che richiama in modalità diretta l’immagine floreale impressa sul piano. Tutto attorno memorabilia, ricordi di viaggio e arredi eclettici si accostano in un mix&match libero ma sempre impeccabile, a creare un insieme dall’allure poetica e dalla natura fortemente scenografica.

Il living si rivela un ambiente affascinante e multiforme, dai chiari rimandi orientali: un vero e proprio concentrato di oggetti e arredi ricordo scovati da Egle nel corso degli anni in giro per il mondo. In questo spazio eccentrico, sapientemente calibrato nel suo insieme dall’intervento progettuale di Gae Avitabile, spicca la piccola panca multicolor in legno e corda, souvenir di un viaggio sempre in Marocco accostata al tavolino orientale dall’abile intarsio policromo e al morbido sofà rivestito in tessuto ancora una volta di origine marocchina. Completano il suggestivo insieme il raffinato arazzo da parete proveniente da Bali affiancato alla lampada fiore di loto frutto di una delle tante visite a mercatini delle pulci e alla seduta in velluto e rattan dal profilo peculiare.

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Da qui si accede direttamente all’ambiente bagno, un angolo dal mood barocco impreziosito dallo scenografico lampadario a frange e dalla imponente specchiera déco - volutamente accostati per contrasto al piccolo lavabo di gusto essenziale e ipermoderno - nel cui contesto le pareti appaiono arricchite dalla presenza di cementine di recupero ricavate da un antico pavimento, a comporre un decoro che completa l’area lavabo e riveste le pareti della doccia in un insieme dal carattere fortemente teatrale.

A garantire la dovuta privacy, una duplice schermatura: una antica anta a vetri acquistata presso un rigattiere napoletano e originariamente parte della porta d’ingresso di uno studio di avvocati - posizionabile in modalità libera all’imbocco dell’area - si affianca a un tendaggio in canapa appartenente ai corredi di famiglia, tessuto che ritroviamo utilizzato anche per le vetrate delle finestre dello spazio abitativo.

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Casa Egle è tutto questo. Un rifugio poetico ed essenziale costruito intorno ai ricordi, dove l’elogio autentico del riuso e la connessione affettiva con gli oggetti delinea una nuova, ritrovata armonia dello spazio. Autenticamente sostenibile e intimamente emotiva. Al tempo stesso attuale e senza tempo.