All’ingresso della Valle Po, a Paesana, in provincia di Cuneo, Casa BM si inserisce in un contesto periferico privo di qualità formale: condomini fuori scala, villette disomogenee, frammenti edilizi senza un disegno condiviso. In questo scenario ordinario, l’abitazione non cerca l’eccezione iconica, ma sceglie una presenza misurata, quasi trattenuta. La sua sagoma compatta non rivela immediatamente la profondità dell’intervento, che si manifesta invece attraverso una trasformazione radicale e insieme calibrata.
Il progetto firmato da ErranteArchitetture nasce infatti da un’operazione di “ribaltamento”: un gesto capace di scardinare l’impianto originario senza cancellarlo, riorganizzando relazioni, orientamenti e gerarchie spaziali. Completata all’inizio del 2025, la casa si sviluppa su circa 450 metri quadri, articolati tra il volume esistente e un nuovo padiglione a un piano, accostato sul lato est.

©Luca Bosco

Prima dell’intervento, la distribuzione privilegiava il fronte verso la strada di fondovalle, dove si affacciavano cucina e soggiorno. Tuttavia, la presenza di un condominio di quattro piani sul lato est comprometteva la qualità di questo affaccio, rendendolo poco intimo e privo di protezione. Paradossalmente, il lato più favorevole - quello rivolto a ovest e a sud, aperto verso i pascoli, il fiume e il profilo montano - era occupato dalla zona notte, relegando il paesaggio a sfondo secondario.

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©Luca Bosco

La strategia progettuale ha invertito questa logica. L’ampliamento genera una nuova pianta a “L” che ridefinisce l’orientamento dell’abitazione: il fronte principale si apre ora a sud, verso il giardino e il panorama. Nel nuovo padiglione trovano spazio l’ingresso e l’area living, affiancati da uno studio con accesso indipendente. Una facciata vetrata a tutta altezza stabilisce una continuità diretta tra interno ed esterno, mentre portico e terrazza accompagnano il digradare naturale del terreno, costruendo una sequenza di soglie e spazi intermedi.

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Dell’edificio originario viene in gran parte conservato l’involucro, oggetto di interventi mirati sulle aperture e di un potenziamento dell’isolamento termico ad alta inerzia. Copertura e solai sono stati sostituiti, offrendo l’occasione per ripensare la distribuzione interna: al piano terra trovano posto cucina e sala da pranzo, insieme agli spazi di servizio; al piano superiore si collocano lo studio e la zona notte.
All’esterno, le differenze tra nuovo ed esistente sono dichiarate con misura. I fronti nord e ovest, più esposti verso la strada, mantengono una finitura monocroma a intonaco che richiama l’immagine originaria. A sud, invece, la massa muraria si dissolve in una grande parete trasparente. I serramenti in legno, generosi e vibranti, amplificano il dialogo con il giardino e con il paesaggio distante. Sul lato est, al contrario, un muro quasi cieco in calcestruzzo armato filtra la presenza dell’edificio vicino, ristabilendo privacy e controllo visivo.
Anche il padiglione segue questa logica selettiva: aperture ampie verso ovest, chiusure più compatte verso est. Il portico, ottenuto dalla prosecuzione della copertura a falde, si dilata in uno spazio protetto che media il passaggio tra interno ed esterno. La terrazza a sud si raccorda con un ribassamento del prato che consente di illuminare il laboratorio seminterrato attraverso una grande vetrata incassata in un profondo loggiato, portando luce e paesaggio anche negli spazi di lavoro.

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All’interno, la trasformazione è altrettanto incisiva. Lo spazio viene attraversato da setti murari che reinterpretano la volumetria originaria, generando nuove connessioni e articolazioni inattese. Sequenze visive, doppi volumi e scorci diagonali intensificano la percezione di continuità tra i livelli e rafforzano la relazione con l’esterno.
La scelta dei materiali privilegia una grammatica essenziale: calcestruzzo a vista, pannelli in multistrato di pino, blocchetti in cemento. Elementi semplici, quasi “poveri”, che definiscono ambienti domestici e di lavoro attraverso arredi integrati - panche, mensole, scrivanie - pensati come prolungamenti dell’architettura. Numerosi dettagli su disegno, dai parapetti alle gronde, dai sistemi di raccolta delle acque ai controventi strutturali, testimoniano una ricerca che esplora le potenzialità espressive degli elementi più ordinari.

Casa BM appare così sorprendente senza essere estranea al luogo: un’architettura che non si impone per contrasto, ma opera per scarto, ridefinendo un frammento di periferia attraverso pochi gesti precisi. ErranteArchitetture dimostra come sia possibile confrontarsi con i limiti e le contraddizioni dell’edilizia convenzionale non negandoli, ma riorganizzandoli in un nuovo equilibrio. Il risultato è un intervento che restituisce misura e dignità al paesaggio costruito della Valle Po, trasformando l’ordinario in occasione progettuale.

casa bm
©Luca Bosco

Scheda progetto
Progetto: Casa BM
Committente: privato
Località: Paesana, Cuneo
Progettista: ErranteArchitetture
Team di progettazione: Sarah Becchio e Paolo Borghino; Andrea Loi, Francesco Sordo, Ilaria Boggiatto, Emma Colella, Margherita Randazzo (collaboratori)
Direzione lavori: Paolo Borghino
Progetto strutture e sicurezza in cantiere: Fabio Borello
Impresa costruttrice: + Autocostruzione
Serramenti: BrunettoLegno
Fornitura legname da costruzione: Clen Legnami
Superficie lorda: 320 mq edificio esistente, 130 mq padiglione