All’interno dell’ex pastificio Pantanella di Roma, 02A Studio e il designer Valerio Ciampicacigli danno forma a Brutal Bites, lo studio-laboratorio-cucina di Alessandro Poggi, Head of Marketing di Uniqlo Italia e punk chef, concepito come un luogo capace di accogliere e fondere lavoro, ricerca e passioni personali. Un ambiente ibrido, in cui la dimensione professionale si intreccia a quella domestica e conviviale.

Nel duplex Brutal Bites, affacciato sulla ferrovia, l’intervento procede per sottrazione, lasciando emergere l’anima originaria dello spazio. Le travi del solaio vengono riportate a vista, il pavimento in marmo esistente rimosso, mentre le pareti sono trattate con un rasante grezzo a base di calce, che restituisce una matericità essenziale e non mediata. Le ringhiere della doppia altezza, disegnate con un motivo circolare, instaurano un dialogo diretto con l’architettura dell’ex complesso industriale ed evocano al tempo stesso i pattern del sepolcro di Eurisace, il fornaio di epoca augustea situato sotto la vicina Porta Maggiore.

Ne risulta un linguaggio radicale, improntato a un’unitarietà industriale priva di decorazioni, che definisce un ambiente volutamente imperfetto e non rifinito. Un’estetica asciutta che, paradossalmente, riesce a trasmettere una forte dimensione accogliente, quasi quella di un rifugio urbano. Dal ballatoio d’ingresso si accede allo spazio principale a doppia altezza, dominato da una grande finestra di oltre quattro metri che incornicia il paesaggio cittadino, ritmato dal passaggio costante dei treni sulla ferrovia adiacente.

Al piano terra dello spazio Brutal Bites prende posto la cucina, collocata sotto le travi metalliche: al loro interno, tubolari LED e reti Keller costruiscono un sistema di illuminazione inaspettato, tecnico e insieme scenografico. Al centro dello spazio si impone un grande tavolo in ferro, realizzato su disegno con tubolari metallici e rete microforata, pensato come fulcro delle serate di degustazione curate da Poggi. Una scala in ferro, leggera e quasi industriale, conduce al livello superiore, dove affacciati sul vuoto del soggiorno si sviluppano una zona relax con pavimento in gomma rossa a bolli e un volume semi-aggettante rivestito in lamiera, che accoglie una piccola camera.

Dal carattere quasi sperimentale, l'intervento mira a valorizzare le qualità intrinseche dello spazio, amplificandone la vocazione industriale e costruendo al contempo un ambiente fortemente riconoscibile e identitario. I pochi elementi d’arredo sono progettati ad hoc o recuperati, prevalentemente dagli anni Settanta, e dialogano - talvolta in contrasto - con opere d’arte contemporanea di ambito Micro Pop giapponese e americano, rafforzando la dimensione personale e stratificata del progetto.