Promuovere la conoscenza dell’architettura del Novecento a Gemona e nel territorio della Pedemontana friulana (Osoppo, Buja, Artegna, Majano, Montenars, Venzone) è l’obiettivo di questa mostra, parte di un progetto più ampio che, su iniziativa del Comune di Gemona del Friuli, comprende anche una pubblicazione e l’apposizione di targhe informative su edifici significativi.

In questa area di ‘confine mobile’, le molteplici vicende storiche che si sono succedute nel secolo scorso - l’italianizzazione da parte dello Stato unitario, la Prima guerra mondiale, la riorganizzazione amministrativa del Ventennio fascista, la Seconda guerra mondiale, la rinascita con il boom economico nell’Italia repubblicana e la tragedia del terremoto del 1976 - hanno lasciato tracce significative dal punto di vista insediativo e architettonico. La storia di questi edifici si interseca con le vicende dell’architettura sorta dopo il terremoto del 1976, che presenta elementi di innovazione e qualità, rimasti sostanzialmente marginali nella storiografia e nella critica di settore italiana.

Sono pochi gli esempi citati nelle guide all’architettura del XX secolo, tra tutti palazzo Fantoni (progetto di Carlo Scarpa e Luciano Gemin), scelto come luogo per l’esposizione. Un’altra tipologia individuata dalle riviste nazionali è quella degli edifici scolastici realizzati con i fondi del Governo americano, che nel nostro caso sono ubicati a Osoppo e Gemona, entrambi progettati da due importanti architetti italiani, rispettivamente Giancarlo De Carlo e Marco Zanuso. Tema di grande interesse, inoltre, quello gli edifici industriali, la Fantoni a Osoppo di Gino Valle, gli uffici Snaidero a Majano di Angelo Mangiarotti e la Manifattura a Gemona di Emilio Mattioni, architetture che sono la concreta metafora della gerarchia di priorità individuate nel processo della ricostruzione: fabbriche, case e chiese.

Centrale nella considerazione storica, prima che critica, anche la scoperta di documentazione inerente edifici della prima metà del XX secolo distrutti dal terremoto che sono riemersi dagli archivi, offrendo la possibilità di ricomporre un quadro della città del Novecento. A Gemona opera Girolamo D’Aronco e muove i primi passi il figlio Raimondo; ai loro progetti si aggiungono quelli di Ruggero e Arduino Berlam, Gino Peressutti, Giuseppe Barazzutti, Ermes Midena.

Isolato Liruti, Gino Valle e Piera Ricci Menighetti
Se in occasione degli anniversari del terremoto l’attenzione era principalmente focalizzata sulla dimensione urbanistica, il progetto della mostra e del catalogo si concentra invece sull’architettura, che viene segnalata, soltanto a Gemona, dalla messa in opera di targhe per individuare gli edifici più rappresentativi selezionati dal Comitato scientifico.
ARCHITETTURA DEL NOVECENTO A GEMONA E NELLA PEDEMONTANA FRIULANA
a cura di Diana Parillari e Pietro Valle
Gemona del Friuli
11.12.2025 - 21.06.2026
Palazzo Fantoni, via C. Caneva 2



