L’esperienza trentennale dello studio Abad – nato nel 1999 per forte volontà di Alessandro Bianchi – viene ripercorsa in questo volume “Abad architetti una storia colori” edito dalla casa editrice SilvanaEditoriale. 

L’autrice Daria Ricchi dipana questo racconto partendo da 5 topics:  disegnosimbolo e memoriacoloresharinggioco e paesaggio che vanno a ricostruire una sorta di anti-catalogo di architettura che ripercorre i progetti dello studio letti e intrepretati secondo questi canoni. 

Il viaggio inizia con il topic del disegno che corrisponde agli anni che vanno dal 1996 – quello della laurea di Alessandro Bianchi conseguita a Firenze – al 2000, momento in cui approda definitivamente a Milano; un arco temporale segnato da una continua ricerca di equilibrio tra tradizione e innovazione e in cui viene sviluppato un linguaggio personale capace di dialogare sia con il contesto naturale che con quello culturale.

Simbolo e memoria è la seconda categoria di appartenenza di alcuni interventi dello studio: simbologia declinata soprattutto nel rapporto che lega architettura, disegno e progetto. Uno dei più recenti è il restyling dell’Accademia di Belle Arti di Urbino, progetto che partendo dagli  insegnamenti impartiti dall’Accademia utilizza una forte componente simbolica  soprattutto nella costruzione dei laboratori.  

L’uso del Colore, altro topic centrale, diventa strumento per definire identità ed emozioni e interagire con lo spazio influenzando la percezione e l’esperienza dell’ambiente costruito. Come nel progetto “Playing Architecture” un prototipo di scuola primaria che si ispira al mondo della percezione visiva dei bambini.

Sharing – cioè architettura intesa come strumento di condivisione narrazione e trasformazione – raccoglie quei progetti capaci di dialogare con la storia e il presente, coinvolgendo le comunità e stimolando nuove riflessioni sul futuro del patrimonio costruito. Grazie alle nuove tecnologie, l’architettura oggi è in grado di diventare accessibile a un pubblico ampio favorendo il dialogo sulla valorizzazione del patrimonio in un’ottica contemporanea.

Infine Gioco e paesaggio riunisce quelle architetture in cui l’elemento ludico rappresenta il focus tematico che le caratterizza. Una condizione che porta i progetti a dialogare con il contesto storico e naturale per creare spazi flessibili e accoglienti capaci di rispondere alle esigenze contemporanee. Come nel progetto “La foresta del mare” a Rimini in cui il tema dell’acqua, dell’immaginario felliniano, dell’antichità classica e della fauna locale si fondono per rendere omaggio alle filastrocche di Gianni Rodari.

Il volume racconta dunque un percorso architettonico molto personale che vuole affrontare il progetto come servizio civile alla comunità, caratterizzato da un forte senso etico prima che estetico.