Inserito nel particolare paesaggio della Plaine du Var, a Nizza, tra il tessuto urbano, il fiume, il Mediterraneo e le colline, il progetto OASIS di Atelier Stéphane Fernandez interpreta il rapporto tra architettura e natura come principio generativo. Situato nel punto d’incontro tra il Grand Parc Méridia e Avenue de l’Université, l’edificio per residenze studentesche si confronta con la memoria di un territorio modellato nel tempo dalle variazioni del corso del Var e dai suoi depositi alluvionali. Su un lotto stretto, il progetto riduce l’impronta a terra e si sviluppa in altezza, liberando superfici per il verde e aprendo scorci verso le colline e il mare.

oasis
©Vladimir de Mollerat du Jeu

Il clima mediterraneo diventa un elemento attivo nella definizione dell’architettura. L’esposizione solare, il rumore dell’autostrada e la presenza della salsedine richiedono un equilibrio tra apertura e protezione, perseguito attraverso arretramenti, zone d’ombra, percorsi esterni riparati e facciate curve. La ventilazione naturale attraversa gli appartamenti e gli spazi comuni, mentre l’involucro contribuisce a regolare il microclima: le lamelle in vetro opalino riciclato filtrano la luce, garantiscono privacy e protezione solare, richiamando le serre agricole un tempo caratteristiche della Plaine du Var. La loro inclinazione, insieme alla geometria delle imbotti delle finestre, favorisce il movimento dell’aria attraverso differenze di pressione, trasformando la facciata in un dispositivo climatico.

©Vladimir de Mollerat du Jeu

La stessa logica si estende al paesaggio. La riduzione della superficie costruita permette di creare un cuore verde in continuità con il Grand Parc Méridia, dove vegetazione, ombreggiamento ed evapotraspirazione contribuiscono a mitigare le temperature. Le essenze autoctone e quelle adattate al clima mediterraneo si sviluppano fino alla copertura condivisa, dove la profondità del substrato raggiunge 1,80 metri. Insieme alla permeabilità del suolo e dei percorsi esterni, il verde concorre a innescare un effetto camino climatico, favorendo la circolazione dell’aria raffrescata.

©Vladimir de Mollerat du Jeu

La dimensione ambientale si intreccia con quella sociale. I ballatoi esterni, oltre a garantire la ventilazione trasversale degli alloggi, diventano luoghi di relazione e si prolungano in spazi comuni ampi, luminosi e aperti a differenti modalità d’uso. Per OASIS, l’abitare studentesco è concepito come un equilibrio tra autonomia e condivisione, tra occasioni d’incontro e possibilità di ritiro. Questo obiettivo ha orientato il confronto con ERILIA, FAC-Habitat e gli abitanti già presenti sul sito, integrando le esigenze di comfort, sicurezza, manutenzione e gestione quotidiana con quelle di qualità architettonica e sostenibilità economica.
Anche la scelta dei materiali esprime il legame con il territorio: calcestruzzo a basse emissioni di carbonio con aggregati locali, pietra serpentina dell’area nizzarda, legno di pino alpino, vetro riciclato e alluminio compongono un linguaggio che mette in relazione la dimensione minerale, vegetale e tecnologica del paesaggio. La strategia energetica comprende il collegamento alla rete di teleriscaldamento e la produzione fotovoltaica in copertura. La struttura portante in calcestruzzo, indipendente dalle partizioni interne leggere, smontabili e riconfigurabili, consente inoltre di adattare gli spazi a esigenze future, prolungando la vita utile dell’edificio.

©Vladimir de Mollerat du Jeu

OASIS costruisce così una relazione unitaria tra suolo, aria, vegetazione e forme dell’abitare. Ne emerge un’architettura climatica e sociale, capace di accogliere senza imporre, in cui la cura degli spazi intermedi e delle risorse locali diventa parte integrante di una visione attenta tanto al luogo quanto al tempo.