In a Park è un progetto di ristrutturazione, curato da L Architects, di un appartamento situato nella zona nord-orientale di Singapore, ripensato per un cliente appassionato di botanica. Dopo il 2020 il giardinaggio ha conquistato molti abitanti della città. Se per alcuni l’interesse si è attenuato con il ritorno alla quotidianità, per altri si è trasformato in una pratica stabile, capace di entrare a far parte del modo di abitare. Molte delle abitazioni esistenti, tuttavia, non erano state concepite per accogliere questo nuovo rapporto con il verde. È proprio da questa discrepanza tra stile di vita e spazio domestico che prende avvio il progetto.

©Jovian Lim

La richiesta del committente era semplice: la famiglia era ormai cresciuta e l’appartamento non riusciva più a contenere la sempre più ampia collezione di piante. La distribuzione esistente limitava infatti sia la collocazione del verde sia le condizioni necessarie alla sua crescita. Durante i primi incontri, il cliente osservò che, nonostante il suo amore per le piante, non si “svegliava circondato da esse”. Un’osservazione apparentemente marginale che è diventata uno dei principali spunti concettuali del progetto. Il team di progettazione di L Architects ha così iniziato a elaborare l’idea di un parco domestico, inteso come uno spazio nel quale le piante non fossero semplici elementi decorativi, ma parte integrante dell’esperienza quotidiana dell’abitare. Guardando ai parchi pubblici storici di Singapore, è emerso un dettaglio caratteristico e oggi quasi dimenticato: il double-bullnose brick, un mattone dotato di bordi arrotondati su entrambi i lati. Tradizionalmente impiegato per panchine, bordi dei percorsi e fioriere, questo elemento è profondamente legato all’immaginario dei parchi singaporiani del passato.

in a park
©Jovian Lim

In a Park ne recupera la memoria, reinterpretandola all’interno dello spazio domestico. Durante la ricerca del materiale, il team ha scoperto che la produzione locale del double-bullnose brick era stata interrotta a causa della scarsa domanda. Il fornitore disponeva degli ultimi 571 pezzi presenti in magazzino e li ha messi a disposizione del committente. La disponibilità limitata ha conferito al materiale un valore ulteriore, suggerendone un impiego misurato e consapevole in diversi punti dell’abitazione.

in a park
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La geometria arrotondata dei mattoni introduce una morbidezza inaspettata nell’ambiente domestico e permette di costruire superfici e passaggi dalle linee fluide. I singoli elementi vengono assemblati secondo un disegno a tessitura continua, dando forma a una parete indipendente che separa con discrezione lo studio dalla zona living. Tra lo studio e la sala da pranzo, invece, il mattone diventa il materiale per una panca curva, concepita come una soglia condivisa e utilizzabile da entrambi i lati: un elemento che amplia lo spazio destinato alla sosta, alla conversazione e alla relazione. Attraverso questi interventi, l’interno assume progressivamente le qualità spaziali di un parco: aperto, fluido e profondamente intrecciato alla presenza del verde.

In definitiva, In a Park indaga la bellezza dell’abitare quotidiano attraverso riferimenti semplici ma evocativi. La riscoperta di un materiale ordinario, sottratto alla sua funzione originaria e ricollocato nel contesto domestico, diventa occasione per riflettere sul significato stesso dell’innovazione. Non sono necessariamente materiali tecnologicamente avanzati a generare nuovi modi di abitare: anche un dettaglio tradizionale, se osservato con attenzione e utilizzato con misura, può acquisire una nuova forza espressiva. Il progetto riafferma così il valore di ciò che è umile, consueto e apparentemente marginale, dimostrando come la cura del dettaglio e la capacità di sottrarre possano trasformare la materia quotidiana in architettura.