ACPV ARCHITECTS Antonio Citterio Patricia Viel presenta Reply House, la nuova sede di Reply realizzata all’interno della storica Caserma De Sonnaz. Il progetto trasforma un complesso militare ottocentesco di circa 20.500 metri quadri in un centro dedicato alla ricerca, all’innovazione e allo sviluppo tecnologico, restituendo un nuovo ruolo urbano a un edificio che per decenni ha rappresentato una presenza compatta e introversa nel tessuto della città di Torino. L’intervento conserva il carattere monumentale dell’impianto originario, reinterpretandone spazi e funzioni per accogliere una delle principali realtà internazionali nel settore dell’innovazione digitale. La trasformazione della Caserma De Sonnaz non si limita quindi al recupero funzionale dell’edificio, ma propone una riflessione più ampia sul rapporto tra patrimonio costruito, cultura del progetto e ricerca contemporanea, dimostrando come l’architettura storica possa diventare un ambiente attivo per nuove forme di conoscenza e sperimentazione.

Come afferma Antonio Citterio, Chairman e Co-founder di ACPV ARCHITECTS: “Lavorare sul patrimonio costruito significa riconoscere il valore della città esistente e la sua capacità di adattarsi nel tempo: il progetto per Reply dimostra come edifici di grande valore storico possano accogliere nuove funzioni senza perdere la propria identità.”
Patricia Viel, Co-founder di ACPV ARCHITECTS, aggiunge: “In architettura la tecnologia è realmente innovativa quando riesce a entrare in dialogo con la cultura del progetto. In questo intervento, strumenti digitali, intelligenza artificiale e competenze artigianali contribuiscono alla costruzione di un linguaggio condiviso, capace di trasformare l’innovazione in esperienza concreta e materiale.”

Sviluppato su due isolati urbani nel centro storico di Torino, il progetto recupera il complesso della Caserma De Sonnaz preservandone la continuità delle facciate, delle volumetrie e dell’impianto architettonico originario. La tutela viene interpretata non come un vincolo, ma come una condizione progettuale in grado di generare nuove possibilità: la struttura storica rimane leggibile, mentre gli spazi vengono accompagnati verso una nuova destinazione d’uso. La riconfigurazione delle coperture e dei sistemi di facciata, la ridefinizione dei fronti interni e il recupero delle gallerie storiche costruiscono un equilibrio tra conservazione e trasformazione. Ogni intervento contemporaneo si inserisce nel complesso rafforzandone la continuità e valorizzando le caratteristiche spaziali esistenti.





La nuova organizzazione degli ambienti nasce da un’attenta lettura della complessa stratificazione dell’edificio. Gli interventi di riconfigurazione interna rendono più evidente l’impianto originario, introducendo nuove connessioni visive e funzionali tra le diverse parti del complesso. La maggiore permeabilità degli spazi favorisce una nuova sequenza di luoghi dedicati all’incontro, alla collaborazione e alla ricerca. In questo processo, la luce naturale assume un ruolo centrale: attraverso corti, aperture e nuove relazioni tra gli ambienti, un edificio originariamente concepito per funzioni militari evolve in un sistema aperto e permeabile, capace di instaurare un rapporto più diretto con la città e con le attività che ospita.

“In Reply House la ricerca tecnologica trova una dimensione spaziale e architettonica, dando forma a un luogo in cui innovazione e produzione della conoscenza convivono all’interno di un patrimonio storico della città. Il progetto dimostra come le tecnologie più avanzate possano diventare uno strumento per generare qualità ambientali e nuove connessioni tra discipline apparentemente distanti”, afferma Paolo Mazza, Partner di ACPV ARCHITECTS. All’interno di Reply House, la tecnologia viene interpretata come parte integrante di una più ampia riflessione sul rapporto tra innovazione e cultura materiale. L’intelligenza artificiale entra nei processi progettuali come strumento capace di ampliare le possibilità della progettazione, contribuendo alla definizione di materiali, superfici e componenti attraverso l’utilizzo di processi generativi, dati e logiche computazionali.












Un ruolo significativo assume il dialogo con il sapere manifatturiero: l’innovazione digitale non sostituisce la competenza umana, ma ne estende le possibilità, integrandosi con una tradizione produttiva fondata sulla relazione tra ricerca tecnica e capacità esecutiva. Un esempio è rappresentato dallo sviluppo delle nuove superfici ceramiche realizzate con Marazzi, dove gli strumenti generativi hanno aperto nuove prospettive nel rapporto tra progettazione digitale e produzione industriale. Lo stesso approccio caratterizza numerosi elementi dell’intervento, nei quali codici e processi computazionali vengono tradotti in componenti architettonici, sistemi decorativi e soluzioni costruttive sviluppate grazie alla collaborazione tra progettisti, tecnici, aziende specializzate - tra cui UniFor - e artigiani. In Reply House il digitale diventa quindi un acceleratore della creatività e della precisione progettuale, mantenendo centrale il ruolo della conoscenza umana.






Questa relazione tra architettura, manifattura e innovazione attraversa l’intero edificio e trova espressione negli spazi dedicati alla ricerca applicata, alle tecnologie immersive e alla sperimentazione. Uffici, laboratori, ambienti collaborativi e aree esperienziali convivono all’interno di una struttura progettata per favorire lo scambio di competenze e la costruzione condivisa della conoscenza. Reply House rappresenta così la trasformazione di un patrimonio storico in una nuova infrastruttura per l’innovazione. Un progetto che restituisce alla città un edificio di grande valore architettonico e, allo stesso tempo, costruisce un dialogo tra memoria, produzione e tecnologia, confermando la capacità dell’architettura esistente di accogliere le trasformazioni del presente e generare nuove opportunità per il futuro.




