Un Capannone (A-153) sorge nella zona nord-est di Modena, ad oggi protagonista di una profonda mutazione urbanistica: l’area infatti, un tempo cuore pulsante dell’artigianato locale, si sta trasformando in un’area con un’identità più residenziale, fino al punto da rendere sempre più evidente questa transizione anche nel proprio paesaggio architettonico. Ci si trova infatti davanti a un tessuto eterogeneo dove piccoli opifici ancora attivi convivono con strutture dismesse e nuovi interventi abitativi.

©Urbana Production – Gerta+Lorenzo

All’interno di questo ricco scenario ricalca le orme della trasformazione urbana anche il progetto di Un Capannone (A-153), edificio che da vecchio capannone artigianale dismesso, è stato trasformato in residenza. Il recupero del manufatto esistente diventa un atto di rigenerazione che preserva la memoria produttiva del luogo, rifunzionalizzandola per le esigenze del vivere quotidiano.

L’intervento di AMBIENTEVARIO architettura e ingegneria si confronta con una preesistenza complessa e stratificata. Il capannone non è un oggetto isolato, ma si innesta volumetricamente in un condominio degli anni ’60 in mattoni faccia a vista, privo di particolare pregio architettonico. La strategia progettuale non cerca la mimesi, bensì la distinzione. Il progetto si configura come una “scatola bianca” che si distacca visivamente dal contesto, nobilitando l’archetipo industriale e trasformandolo in un contenitore neutro pronto ad accogliere nuove storie.

©Urbana Production – Gerta+Lorenzo

Esternamente, l’edificio conserva intatto il profilo di capannone, ma viene reinterpretato attraverso una precisa strategia cromatica e materica. La scelta del total white agisce come elemento d’unione: le parti in cemento, l’intonaco e persino il mattone originale sono stati pitturati di bianco, trasformando la struttura in un’unità architettonica pura, nitida e chiaramente distinguibile dal contesto circostante in mattoni faccia a vista.

La copertura è stata rivestita in lamiera, mentre i grandi portoni industriali di un tempo hanno lasciato
spazio a tamponamenti metallici e ampie vetrate, che filtrano la luce naturale attraverso dei frangisole in linea con il linguaggio industriale con il quale la residenza si mette in relazione.

©Urbana Production – Gerta+Lorenzo

Anche all’interno gli spazi sono stati trattati con la medesima intenzionalità. Il soffitto è stato mantenuto come in origine, tavelle a vista e pareti perimetrali sono state verniciate di bianco, mentre le travi in ferro sono state ripulite e lasciate allo stato originario. L’edificio diventa quindi uno sfondo scenico neutro, all’interno del quale gli spazi si definiscono grazie alla presenza di setti in cemento faccia a vista e pannellature di legno di betulla.

©Urbana Production – Gerta+Lorenzo

Ancora una volta i materiali contribuiscono alla lettura di uno spazio che diventa così rigoroso e accogliente, all’interno del quale grazie ai toni caldi del legno di betulla ogni stanza riesce a smorzare l’austera presenza del cemento con la tenue naturalità lignea di questi materiali a contrasto tra loro. Si respira un ambiente in cui i dettagli diventano determinanti, quasi protagonisti della scena, narratori di storie raccolte da chi abita Un Capannone (A-153).

©Urbana Production - Gerta+Lorenzo

Esso si divide in due anime funzionali: un volume principale, caratterizzato da una copertura a due falde, rappresenta il vero e proprio cuore della casa ospitando la zona giorno e gli spazi della socialità, mentre l’adiacente corpo stretto e lungo, un tempo adibito a uffici e servizi, accoglie la zona notte e gli ambienti più intimi. Il punto di contatto di queste due anime è rappresentato da un muro originale che è stato volontariamente lasciato allo stato grezzo, con l’intenzione di metterne in vista i segni del tempo.

©Urbana Production – Gerta+Lorenzo

Anche la cucina partecipa a questa narrazione materica, definendosi attraverso volumi puri in acciaio che riflettono la luce del grande open space. Il risultato è un ambiente che non si impone, ma si fa sfondo discreto e prezioso, capace di generare scorci visivi inaspettati dove il passato artigianale e il presente domestico si fondono in un’unica identità.

©Urbana Production – Gerta+Lorenzo

Il verde esterno è stato progettato in armonia con l’edificio: grandi vetrate orientate inquadrano scorci naturali, per vivere lo spazio interno e allo stesso tempo rimanere sempre con uno sguardo sul verde esterno. Ideato per avere un aspetto naturale e spontaneo, si avvicina all’edificio attraverso grandi vasche verdi accostate ai muri perimetrali e a rampicanti che crescono su un pergolato retrostante.

©Urbana Production – Gerta+Lorenzo

La connessione tra interno ed esterno è ricercata anche dal punto di vista materico, infatti i setti di cemento che caratterizzano lo spazio interno si ritrovano nel giardino per definire delle aree adibite a servizi e allo stesso tempo inquadrare l’ingresso.

©Urbana Production – Gerta+Lorenzo

Questo continuum di spazi è infine identificato con la pavimentazione, che gioca un ruolo molto importante per questo tema: realizzata con pavimento industriale in cemento si differenzia tra interno ed esterno solamente per la differente dimensione della graniglia con cui è realizzata, più fine internamente e più ruvida all’esterno.

©Urbana Production – Gerta+Lorenzo

L’intervento compie così la sua mutazione più profonda: convertire un ex spazio di lavoro in uno spazio di vita, un capannone ripensato come casa, in cui la struttura storica si fa involucro protettivo per una nuova dimensione domestica.

Scheda progetto
Progetto: recupero di fabbricato a uso artigianale
Progettista: AMBIENTEVARIO architettura e ingegneria
Luogo: Modena
Committente: privato
Dimensione: 150 mq
Anno: 2025