SICIS al Fuorisalone 2026

Durante la Milano Design Week 2026, SICIS riscrive i codici dell’esposizione trasformando il proprio showroom di via Fatebenefratelli, nel cuore del Brera Design District, in uno spazio immersivo in cui alta gioielleria, interior design e innovazione tecnologica convergono in un unico racconto sensoriale. Con “ELEMENTS. Jewel and design, beyond form”, il brand abbandona la dimensione statica della mostra per costruire un’esperienza attraversabile, in cui il lusso si manifesta come linguaggio percettivo e identitario, capace di coinvolgere corpo e immaginazione.

L’installazione si articola in quattro ambienti tematici - Aria, Fuoco, Terra e Acqua - generati a partire da una selezione di pezzi iconici delle collezioni SICIS Jewels in micromosaico. I gioielli diventano qui matrici spaziali e simboliche: archetipi sensoriali che evocano emozioni, ritmo e materia, dando forma a scenari immersivi in cui ogni elemento (arredi, luce, suono) contribuisce a definire un paesaggio coerente. Al centro di ciascun ambiente, una teca sensoriale custodisce il gioiello come principio generativo dello spazio, mentre una palette materica dedicata e una colonna sonora originale amplificano la dimensione esperienziale.

"Gli elementi primari sono il linguaggio universale della bellezza: li riconosciamo istintivamente, li sentiamo prima ancora di nominarli. 'ELEMENTS' nasce dal desiderio di far vivere al visitatore quella stessa sensazione che proviamo noi quando un gioiello prende forma tra le mani - il momento in cui materia e significato coincidono” ha commentato Gioia Placuzzi, COO di SICIS e Direttore Creativo di SICIS Jewels.

L’ingresso allo showroom segna già una soglia narrativa: una sequenza di serigrafie in vetrina, in cui i quattro elementi naturali si intrecciano, accompagna il passaggio dalla dimensione urbana del Fuorisalone all’universo SICIS. Qui, le informazioni si riducono al minimo per lasciare spazio a una narrazione affidata interamente ai sensi, dove luce, suono e materia costruiscono un linguaggio contemporaneo, immersivo e profondamente riconoscibile.

Nel primo ambiente, dedicato all’Aria, la collezione “Quetzal” traduce in forma la leggerezza e il movimento del volo, ispirandosi all’omonimo uccello tropicale, simbolo di libertà e bellezza. Collana, anello, bracciale e orecchini in oro, titanio, diamanti bianchi, tanzaniti e onice danno vita a un micromosaico iridescente che riflette le variazioni del cielo, dall’alba al crepuscolo. Lo spazio si configura come una sospensione luminosa, in cui il visitatore sperimenta una sensazione di elevazione e rarefazione percettiva.

Il Fuoco prende forma attraverso la collezione “Damisa”, ispirata al leopardo della Tanzania: una figura in movimento che si traduce in struttura tridimensionale, dove tensione ed equilibrio convivono. Il micromosaico cattura i pattern della natura selvaggia in un arazzo di luce, tra rossi feroci, ori incandescenti e tonalità ambrate. Collana e anello esprimono una sintesi di eleganza e istinto, mentre lo spazio restituisce un’atmosfera intensa e vibrante, in cui il visitatore è immerso in un’energia primordiale, tra creazione e distruzione.

Con la collezione “Iris”, l’elemento Terra si manifesta come un giardino eterno, dove la delicatezza della fioritura incontra la forza della materia. Ametiste e diamanti emergono dall’oro bianco, mentre il micromosaico in vetro costruisce superfici luminose che evocano la morbidezza dei petali e la ricchezza cromatica del mondo naturale. L’ambiente invita a un’esperienza di radicamento e contemplazione, restituendo una sensazione di equilibrio, energia e abbondanza.

Infine, l’Acqua trova espressione nella collezione “Anemone”, ispirata al movimento fluido degli organismi marini. Perle dei Mari del Sud e di Akoya, diamanti e micromosaico compongono gioielli che sembrano emergere da un paesaggio sommerso, costruito attraverso migliaia di tessere vitree. L’oro bianco si piega in linee ondulate, evocando il ritmo dell’oceano, mentre lo spazio accompagna il visitatore in una dimensione di abbandono e profondità, dove il corpo si lascia attraversare da una sensazione di sospensione.


In “ELEMENTS”, il lusso si definisce dunque come esperienza diretta: il visitatore non osserva, ma attraversa. Una scelta che riflette una più ampia ridefinizione dell’alta gamma, sempre più orientata verso una dimensione colta, sensoriale e silenziosamente potente. In questo senso, l’installazione dialoga con la boutique SICIS Jewels di via della Spiga, concepita come anticamera urbana del progetto e primo segnale di un percorso che conduce al cuore dello showroom.

SICIS al Salone del Mobile 2026

Parallelamente nel proprio stand (Padiglione 13, B02/C05) al Salone del Mobile, SICIS costruisce un racconto complementare attraverso una sequenza di ambienti dominati da ritratti artistici in mosaico, elementi scenografici capaci di definire il tono dello spazio e amplificarne il carattere. In questa cornice si inserisce una proposta d’arredo che conferma la maturità del brand nel living contemporaneo.

La poltrona Amaro, rivestita in pelle Nevada Rust, traduce la curva di un bicchiere da amaro in una forma avvolgente e slanciata, dove lo schienale richiama petali in apertura e il nome evoca sofisticatezza e calore. Il divano Mirai, nelle tonalità ghiaccio e avorio, costruisce volumi fluidi e stratificati che rimandano agli abiti tradizionali giapponesi, esprimendo una continuità formale che lega tradizione e futuro. Il tavolo Vertex, infine, esplora le potenzialità del vetro bronze e della Vetrite, dando vita a una struttura che richiama la crescita geologica di un cristallo e a una continuità materica rara nel design contemporaneo.

In un contesto in cui l’understatement domina, SICIS rivendica il valore della presenza con “Impossible to ignore”: una dichiarazione di identità più che un gesto provocatorio. Come sottolinea Leo Placuzzi, fondatore e CEO di SICIS, il design non può essere invisibile, ma deve affermarsi come espressione coerente di una visione integrata, in cui superfici e arredi diventano parti di un unico sistema. Un ecosistema creativo capace di unire arte, musica, tecnologia e manifattura in un linguaggio riconoscibile, dove ciò che resta è, inevitabilmente, ciò che ha il coraggio di essere visto.