Kruso Art apre le porte della sua nuova sede nel centro storico di Milano, nell’ex Cinema De Amicis, che dopo un lungo lavoro di riqualificazione viene restituito alla città.
Portato a nuovo splendore da una ristrutturazione che ne ha rispettato l’identità architettonica, Kruso Art ne manterrà anche lo spirito di luogo d’incontro e di cultura proponendosi come hub culturale e creativo, oltre che come spazio deputato al mercato di opere d’arte e di oggetti da collezione.
Aste, mostre, incontri ed eventi per appassionati e collezionisti riporteranno alla vita l’edificio, inaugurato nel 1960, chiuso nel 2002 e abbandonato da oltre vent’anni.
Il trasferimento in un luogo così carico di significati è l’occasione per Kruso Art per proseguire il suo percorso di trasformazione strategica e progettuale, cominciato lo scorso anno con il rebranding del marchio e proseguito con la nomina del nuovo management. Cambiamenti coerenti con l’obiettivo di destreggiarsi nella continua evoluzione del mercato dell’arte attraverso un modello contemporaneo e inclusivo, capace di dialogare con pubblici nuovi e con le trasformazioni del settore. A tale proposito, il CEO Andrea Orsini Scataglini dichiara: "Kruso Art nasce per creare connessioni: tra opere e persone, tra memoria e contemporaneità, puntando su un capitale umano professionale e dinamico. La riapertura dell’ex Cinema De Amicis rappresenta per noi non solo una nuova sede, ma un luogo in cui il mercato incontra la cultura e l’arte torna a essere esperienza condivisa".
Iniziato nel gennaio 2025, il progetto di riqualificazione dell’ex Cinema De Amicis nasce dalla volontà di restituire alla città di Milano uno spazio molto amato dai milanesi, dove dal 1960 al 2002 sono stati proiettati alcuni dei film più importanti del cinema internazionale: da Il posto delle fragole ad Amarcord, da C’era una volta in America a Pulp Fiction.
Lo studio Modourbano, che ha curato l’intervento di riqualificazione, ha lavorato con l’obiettivo di conservare e al tempo stesso reinterpretare l’identità architettonica delle ex sale di proiezione, trasformandole in uno spazio contemporaneo capace di accogliere nuove funzioni senza cancellarne la memoria. Il progetto ha rispettato la struttura originaria dell’edificio - circa 780 metri quadri distribuiti su tre piani - mantenendo leggibile l’impianto della sala cinematografica e preservando platea e balconata, elementi che continuano a costituire il fulcro spaziale dell’immobile.
Un intervento di trasformazione misurata, in cui memoria e innovazione convivono in equilibrio: la struttura storica del cinema rimane testimonianza della sua identità, mentre le nuove infrastrutture tecniche consentono allo spazio di acquisire una rinnovata funzionalità, proiettandolo verso un uso contemporaneo e duraturo.




