Nel lessico contemporaneo del progetto, la resina ha assunto un ruolo sempre più centrale nella definizione estetica degli spazi. Fluida, trasformativa, profondamente sensoriale, la resina si presta, infatti, a una lettura che supera la dimensione funzionale per entrare in quella artistica: superficie e immagine coincidono, e ogni applicazione diventa un campo di sperimentazione visiva. È qui che il design incontra l’arte, dove la materia, più che rivestire, racconta.
Negli ultimi anni architetti e designer hanno progressivamente adottato la resina come linguaggio espressivo, attratti dalla sua capacità di generare continuità, profondità e texture complesse. La possibilità di modulare colore e trasparenze, l’inserimento di polveri, pigmenti o inclusioni decorative: tutto concorre a trasformare ogni superficie in un unicum. Non si tratta più solo di scegliere una finitura, ma di costruire un’opera: la resina diventa gesto, stratificazione, narrazione materica.

In questo scenario si inserisce la ricerca di Gobbetto, azienda italiana con oltre sessant’anni di esperienza nella produzione di resine brevettate, che ha saputo accompagnare e in parte anticipare l’evoluzione del materiale da soluzione tecnica a medium creativo. Fondata negli anni Sessanta da Giancarlo Gobbetto, l’azienda ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione dall’ambito industriale al residenziale e al contract, dialogando con progettisti e artisti e contribuendo a ridefinire il ruolo della resina nel progetto contemporaneo.

È però nella linea DEGA ART che questa tensione verso l’arte trova la sua espressione più compiuta. Qui la resina si libera definitivamente da ogni vincolo tipologico per diventare materia interpretativa, aperta, capace di accogliere e amplificare l’intenzione creativa. DEGA ART è, prima di tutto, un sistema: un insieme di possibilità che si declinano in varianti sempre uniche, riconducibili a tre filoni principali (Minerals, Inspiration e Natural Glazing) ciascuno dei quali esplora una diversa relazione tra materia, luce e colore.

Il tratto distintivo è la manualità. Ogni intervento è rigorosamente realizzato a mano, e proprio in questa dimensione artigianale risiede il valore del prodotto: la superficie non è mai replicabile, ma nasce da un processo fatto di gesti, tempi e sensibilità. L’alchimia della resina, nella linea DEGA ART, si traduce in una libertà compositiva totale, dove pattern, finiture, cromie e inclusioni dialogano per generare effetti sempre nuovi.

Dal punto di vista applicativo, DEGA ART si configura come una superficie monolitica in resina. Il ciclo tixotropico consente applicazioni anche verticali senza colature, ampliando ulteriormente le possibilità progettuali. La possibilità di realizzare artwork, di resinare oggetti e complementi, di lavorare per stratificazioni e trasparenze, consente di trasformare ogni superficie in un dispositivo narrativo. Le finiture possono essere lucide, opache o satinate, a film o a spessore, fino a ottenere effetti vetrificati che amplificano la profondità visiva. Tecniche miste, pigmentazioni e inserimenti decorativi contribuiscono a costruire superfici che non si limitano a rivestire, ma diventano protagoniste dello spazio.

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In un’epoca in cui il confine tra arte e design si fa sempre più poroso, la resina si afferma dunque come uno dei materiali più interessanti per interpretare questa contaminazione. E linee come DEGA ART dimostrano come sia possibile trasformare una soluzione tecnologica in un vero e proprio linguaggio, capace di dare forma a spazi unici, identitari, profondamente contemporanei.