A Bruges, nel cuore delle Fiandre, Studio LOHO, guidato da Karel Loontiens and Jo Hoeven, firma un progetto che supera la definizione di boutique hotel e si configura come un vero manifesto progettuale. Jonojé nasce dalla riconversione di un’ex fabbrica di spazzole in un complesso ibrido che unisce B&B di lusso, showroom, galleria, studio creativo e dimora privata del direttore creativo. Un edificio vincolato di oltre 1.000 metri quadri, affacciato su un giardino di 1.250 metri quadri ai margini della città storica, diventa così un laboratorio abitato dove architettura e interior design coincidono con la visione dello studio.

Jonojé non è un hotel in senso convenzionale: è un’esperienza immersiva nel linguaggio materico e formale di Studio LOHO. Qui l’ospite entra letteralmente nel mondo del brand, fatto di quiet luxury, silenzi calibrati, artigianato d’eccellenza e una ricerca costante sull’autenticità dei materiali. Ogni scelta è ponderata, ma nulla appare ostentato; l’atmosfera è intima, raccolta, profondamente coerente.
Il cuore del progetto è costituito da sei suite di circa 75 metri quadri ciascuna, concepite come ambienti autonomi e distinti, ognuno con una propria identità atmosferica. In questi spazi, la ricerca di Studio LOHO su tecniche e materiali trova la sua espressione più compiuta: pareti intonacate con finiture organiche, cabine doccia in ceramica freestanding, lavabi in argilla modellata a mano, pavimenti colati impreziositi da motivi grafici ottenuti con residui di argilla.












La materia è protagonista assoluta. Emblematico è il celebre lavabo-scultura e, soprattutto, la vasca da bagno in ceramica modellata da un unico blocco di argilla, esempio iconico dell’approccio scultoreo che caratterizza lo studio. Anche i dettagli tecnologici vengono reinterpretati in chiave artigianale, come gli interruttori in ceramica organica disegnati da Maison Kallis. Nella suite ROKU, strutture in listelli di bambù definiscono lo spazio con un ritmo leggero e naturale, sottolineando la tensione verso un’estetica essenziale ma calda.
Ogni unità è dotata di una piccola cucina attrezzata con tavolo da pranzo, frigorifero, minibar, macchina per il caffè e bollitore, a rafforzare l’idea di uno spazio da vivere più che da semplicemente occupare. La colazione vegetariana, servita direttamente in suite, diventa parte integrante dell’esperienza: pane a lievitazione naturale fatto in casa, burro montato, formaggi, confetture e creme spalmabili provenienti da artigiani locali.













Jonojé si configura come un “total concept” dove ospitalità, produzione creativa ed esposizione convivono in un equilibrio calibrato. Le suite diventano al tempo stesso camere e showroom, ambienti intimi e spazi narrativi in cui gli oggetti dialogano con l’architettura. Il giardino, la luce naturale e la dimensione periferica rispetto al centro storico di Bruges contribuiscono a costruire un rifugio silenzioso, lontano dal turismo di massa.
A completare l’esperienza, gli ospiti possono noleggiare biciclette per esplorare la città e i dintorni, affidandosi a una guida digitale con suggerimenti personalizzati. Ma il vero valore aggiunto resta l’immersione in un universo coerente, dove ogni elemento - dal pavimento alla maniglia, dalla texture dell’intonaco alla ceramica modellata - racconta una precisa idea di progetto.







Con Jonojé, Studio LOHO dimostra come il confine tra architettura, interior design e ospitalità possa dissolversi in un’unica narrazione spaziale, trasformando un edificio industriale dismesso in un luogo abitato dalla materia, dalla luce e dal tempo.



