
Nomen omen, ossia il destino sta nel nome.
È quello che succede a Pantalica, antica necropoli in provincia di Siracusa dove il paesaggio è dettato da imponenti grotte utilizzate per la sepoltura. In questa porzione di valle compresa tra Calcinara e Anapo sono ancora visibili i resti di tre villaggi bizantini. Gli elementi naturali e quelli artificiali si mescolano lasciando una traccia inconfondibile nel paesaggio siciliano, oggi Patrimonio UNESCO.
A memoria di questo contesto, Leopold Banchini progetta una piccola architettura della memoria che chiama volutamente Asympta.
Anche qua: nomen omen.

Un nome che esplicita il progetto. Il participio passato del verbo latino che ha come significato quello della assunzione o della elevazione ed entrambe le attribuzioni – quella sematica e quella letterale – sono corrette.
Asympta ossia una micro-architettura temporanea che si affaccia sul mediterraneo a memoria di una antica civiltà ormai estinta. Ma Leopold Banchini vuole ricordarci del nostro rapporto con il paesaggio e dell’essenza stessa dell’abitare. I riferimenti alla capanna primitiva di Laugier sono evidenti ma non lo fa seguendo la storia del mito ma ponendoci di fronte all’instabilità emotiva, storica, culturale e sociale del nostro tempo.
L’atto deliberato di posizionare questo piccolo – ma carico di significato – oggetto di architettura su uno spiazzo a strapiombo sul mare, eleva doppiamente il significato dell’assunzione, dell’Asymtpa – appunto.

Sospeso tra due dimensioni: quella fisica e quella semantica.
Leopold Banchini sospende la capanna da terra e lo fa doppiamente. Un basamento in roccia carsica della valle di Pantalica e poi una struttura lignea forgiata dalla lava dell’Etna. E infine l’ultimo ordine ossia quello della copertura fatta in Pietra pece, bronzo e feltro di lana di pecora.

Ma oltre alla lettura verticale, ne esiste anche una orizzontale scandita pure qua da tre ordini: la capanna (il rifugio, l’abitare), le rocce (ossia le tombe della necropoli) e infine il mare (l’infinito). Sia che si guardi verso il cielo che verso l’orizzonte del mare, il principio architettonico è lo stesso: mentre uno è simbolico, l’altro afferisce alla sfera della memoria o meglio del memento.

Questa è la forza del temporaneo. Non dovendo rispettare le regole della funzione si può permettere di sovraccaricarsi di significato con l'unico intento di metterci in contatto con il simbolismo.

Project name : Asympta
Location : Ortigia (2025), Pantalica (2026)
Designed by : Leopold Banchini (leopoldbanchini.com)
Built by : DiSe (diseitalia.it)
As part of : COSMO festival (siracusapantalica.it)



