Ekadea Studio si trova a Milano e si configura come un dispositivo spaziale calibrato attorno all’idea di avvolgimento: un laboratorio di ceramica in cui architettura, luce e materia concorrono a costruire un’esperienza immersiva e rallentata. Il progetto dello spazio di 50 metri quadri è stato sviluppato dallo studio AACM - Atelier Architettura Chinello Morandi, guidato dagli architetti Nicolò Chinello e Rodolfo Morandi. 

La forma prende origine dalla penombra, non come condizione residuale ma come principio progettuale, capace di orientare percezioni, movimenti e relazioni. Le pareti curve si sollevano dal basamento con continuità plastica, disegnando un interno fluido in cui funzioni, soglie e percorsi si articolano senza mai irrigidirsi in partizioni nette. A orchestrare lo spazio è una struttura lignea che alterna superfici piene a porzioni traforate: un sistema poroso che incornicia scorci, assorbe spazi di risulta e costruisce una sequenza ritmica di compressioni e aperture. Ne deriva un ambiente in cui il passaggio da un ambito all’altro avviene per gradazioni, attraverso soglie più percepite che dichiarate, in un equilibrio costante tra protezione e permeabilità.

La luce, filtrata e diffusa, è trattata come materiale costruttivo. Penetra con delicatezza, si deposita sulle superfici e genera campiture morbide di chiaroscuro che amplificano la dimensione tattile dello spazio. La copertura a volta contribuisce a questa qualità atmosferica, attenuando i contrasti e restituendo una luminosità avvolgente, quasi polverosa, che esalta la venatura del legno, la continuità delle curve e l’imperfezione viva della materia. In questo contesto, l’ombra assume un ruolo attivo: non negazione della luce, ma presenza discreta che protegge, raccoglie e restituisce profondità all’esperienza. Il passaggio dalla città all’interno di Ekadea Studio è costruito come una soglia sensibile. Dal ritmo accelerato di Milano, l’ingresso introduce una variazione immediata: una pietra, utilizzata come gradino, segna l’inizio di una lieve discesa verso lo spazio centrale, traducendo fisicamente il cambio di condizione. Qui, il grande tavolo da lavoro in multistrato di okumè si impone come fulcro operativo e misura dell’ambiente, attorno a cui si organizzano le diverse attività.

ekadea studio
Courtesy of AACM - © Marco Lumini

Alcuni gesti restano volutamente parzialmente celati. Uno shōji filtra la vista verso spazi più intimi, dove si svolgono la cerimonia del tè e la lavorazione al tornio: presenze percepibili ma non esibite, che introducono una dimensione rituale all’interno del laboratorio. Il basamento rivestito in tatami definisce queste aree come ambiti altri, segnandone la soglia attraverso un cambiamento materico e tattile. Le pareti curve, insieme a un sistema calibrato di aperture, guidano lo sguardo lungo traiettorie continue, costruendo una narrazione spaziale fatta di scorci e anticipazioni. La continuità visiva è sempre bilanciata da un attento controllo della privacy, mentre nicchie integrate nelle superfici accolgono strumenti, contenitori e oggetti, contribuendo a un ordine funzionale che non interrompe la coerenza formale.

Il progetto nasce dalla volontà di offrire un rifugio dal contesto urbano, ma evita ogni forma di isolamento autoreferenziale. Piuttosto, ricerca un equilibrio sottile tra apertura e introspezione, tra memoria artigianale e linguaggio contemporaneo. Ekadea Studio si presenta così come uno spazio misurato, dove il tempo si dilata e la percezione si affina: nella penombra, ogni gesto e ogni materia acquistano intensità, rivelando nella semplicità apparente una complessità sensibile e profonda.

Scheda progetto
Architects: arch. Nicolò Chinello e arch. ing. Rodolfo Morandi 
Partner in charge: arch. Nicolò Chinello 
Design team: arch. ing. Rodolfo Morandi, arch. Francesco Deiro, Mattia Pordenon 
Wooden works: Bottega dell’arte snc 
Flooring: GoBuild 
Plaster and false ceiling: Effeerre 
Wall finish and textile:Paint up 
Tatami and Pillows: Teacood 
Drawings: AACM 
Model: Mattia Pordenon