Nel contesto di una crescente carenza abitativa, il Lussemburgo è chiamato a ripensare le proprie strategie insediative. Accanto ai grandi interventi, emerge il potenziale dei lotti residuali inseriti nei tessuti urbani esistenti: spazi minimi, spesso irregolari, tradizionalmente esclusi dai processi edilizi convenzionali. Tiny House LUX nasce proprio da questa condizione marginale, trasformandola in occasione progettuale.

Il progetto è firmato dal team di ODA Architects, guidato da Bujar Hasani, in collaborazione con il Comune di Niederanven, con l’obiettivo di sviluppare abitazioni compatte ma permanenti, in grado di rispondere agli standard strutturali ed energetici nazionali e, allo stesso tempo, di offrire soluzioni accessibili per i residenti più giovani. Fin dalle prime fasi, la scelta della stampa 3D in calcestruzzo definisce l’impostazione del progetto: non un esperimento temporaneo, ma un sistema costruttivo preciso, rapido e ripetibile.

tiny house lux
©BoysPlayNice

La realizzazione della Tiny House LUX è resa possibile grazie alla collaborazione con ICE Industrial Services e Coral Construction Technologies, che traducono il progetto architettonico in un processo di fabbricazione digitale direttamente in cantiere. Il modello segue una logica integrata di progettazione ed esecuzione, in cui l’architettura guida la forma e la tecnologia ne garantisce l’efficienza costruttiva.

tiny house lux
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Il primo prototipo sorge su un lotto estremamente ridotto, largo 3,5 metri e profondo 17,7 metri, per una superficie utile di 47 metri quadri. La distribuzione interna si sviluppa lungo un asse longitudinale continuo, che mantiene aperta la percezione dello spazio e amplifica visivamente le dimensioni dell’abitazione. Gli elementi di servizio e gli arredi integrati si dispongono lateralmente, liberando il campo visivo e restituendo un ambiente domestico ordinato e sorprendentemente dilatato.

Tiny House LUX rappresenta un doppio primato per il Lussemburgo: è il primo edificio residenziale stampato in 3D con aggregati locali e il primo a poggiare su una piattaforma lignea con fondazioni a vite, una scelta che riduce le opere di scavo, limita l’impatto sul suolo e apre a scenari di futura reversibilità. La stampa in sito avviene utilizzando calcestruzzo standard proveniente da centrali locali, evitando miscele speciali e riducendo costi ed emissioni. Le pareti vengono realizzate in circa una settimana, mentre l’intero edificio è completato in poche settimane.

L’approccio sostenibile prosegue nella sovrastruttura: struttura e copertura in legno, isolamento e rinforzi di natura minerale, pannelli fotovoltaici in copertura e un sistema di riscaldamento a pavimento a basso consumo. L’orientamento e le aperture contribuiscono agli apporti solari passivi, riducendo ulteriormente il fabbisogno energetico.

Sostenuto dal Comune di Niederanven come progetto pilota, Tiny House LUX dimostra come la stampa 3D possa diventare uno strumento concreto per una densificazione “gentile”, capace di inserirsi nei quartieri esistenti senza alterarne l’identità. Un modello replicabile, fondato su un workflow digitale e su tecnologie mobili, che trasforma i vuoti urbani in nuove opportunità abitative e apre prospettive inedite per l’architettura residenziale contemporanea.

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