Comunicare il valore del design è un’attività che richiede un costante impegno nella ricerca di nuove strategie. Nello showroom milanese di Villeroy&Boch BagnoDesign ha organizzato una tavola rotonda con aziende, designer, progettisti e punti vendita per un confronto sull’argomento. A moderarla Emanuele Montanelli, architetto e membro del comitato tecnico della rivista. Hanno partecipato Enrico Maria Brambilla, Armando Bruno, Paolo Cesana, Achille Conconi, Marco Magnani, Massimiliano Mandarini, Eugenia Nojelli, Marta Ritmonio, Antonio Tunesi.

Riuscire a vendere bene il design è un’attività sempre più complessa che implica l’assunzione di responsabilità da parte delle aziende produttrici, che insieme al prodotto devono elaborare una serie di informazioni, stimoli e messaggi, e da parte degli altri attori della filiera.

Questo significa che se i punti vendita sono in grado di sviluppare capacità, cultura, competenze e spazi per raccontare adeguatamente il design, tutte le informazioni ricevute dall’impresa si trasformano in uno strumento di conoscenza anche per i progettisti, principale interfaccia dell’utente finale.

Primo anello della catena, le aziende hanno sottolineato l’importanza della ricerca, intesa sia come sviluppo creativo che come sviluppo di nuovi materiali e soluzioni tecnologiche, e la centralità della chiarezza di informazione. Creare una cultura al proprio interno e nei rivenditori è il primo passo da affrontare per veicolare le proprie soluzioni verso designer, architetti e utenti finali. La centralità della comunicazione e della cultura nel processo di vendita è stata ribadita anche dai titolari di showroom che hanno evidenziato come solo un’adeguata preparazione del personale possa garantire una corretta trasmissione dell’effettivo valore di un prodotto di design e, di conseguenza, offrire la possibilità di essere scelti dalle aziende come strumento di diffusione delle proprie proposte.

L'ingresso

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Lo showroom Villeroy&Boch in Foro Buonaparte 70 a Milano

Durante la tavola rotonda è stato evidenziato come il proporsi in qualità di referenti dinamici e qualificati possa fornire agli showroom la possibilità di instaurare interessanti rapporti di collaborazione con i progettisti, sempre più orientati ad affidarsi a personale tecnico competente. Sono quindi stati proposti alcuni suggerimenti per incentivare la vendita del design, che possono essere sintetizzati nel ritorno a un design caratterizzato da una maggiore etica e quindi da prodotti più “onesti”, nella necessità di ripensare tutta la filiera nella prospettiva di una più stretta collaborazione tra i vari attori, per rispondere al meglio alle esigenze del mercato, nello sviluppo da parte del personale degli showroom di una professionalità ad hoc, affinata sulla particolare tipologia di utenza alla quale si rivolge, in una maggiore chiarezza delle informazioni all’interno della filiera e infine nell’effettiva soddisfazione delle esigenze dell’utente finale.