area 129 | urban architecture

architect: Moussafir Architectes

location: Paris, France

year: 2010

La commissione per questo progetto di edilizia sociale è arrivata da SIEMP, un’impresa pubblica il cui approccio chirurgico, basato sulla valutazione dei singoli casi, risponde alla nuova strategia di rinnovo urbano della città. In contrasto con le politiche degli anni 1980 e 1990, che hanno comportato la demolizione di interi isolati, oggi Parigi preferisce conservare, quando possibile.
Le case Tetris di Moussafir Architects facevano parte di un più ampio programma per la riqualificazione di un quartiere degradato, situato nella parte settentrionale di Parigi: delinquenza e condizioni di vita inaccettabili, queste le piaghe a cui porre rimedio. Il piano d’azione si è sviluppato con la stretta cooperazione di città, associazioni locali e proprietà, includendo complessi abitativi, nuovi e ristrutturati, a basso canone di affitto, ma anche studi per artisti e musicisti. Sotto la direzione dell’urbanista Patrick Céleste, il progetto ha visto la partecipazione di sette team di architetti. I tre lotti assegnati a Moussafir Architects erano situati su due strade strette e separate da un basso caseggiato; al centro, un giardino consentiva un’interazione visiva fra le due parti del progetto. Circondato da massicci edifici risalenti agli anni 1960, questo piccolo frammento di città ha conservato il suo spirito e la sua dimensione di faubourg. Il progetto era guidato dal desiderio di rispettare la zona nella sua scala e densità, e allo stesso tempo di ottimizzare lo spazio e la luce naturale a disposizione dei futuri residenti. Le case sono perfettamente allineate con quelle vicine; in rue du Nord c’è persino una casa unifamiliare accuratamente incasellata fra i due edifici del progetto. La volontà di fondersi con il contesto è sottolineata dal trattamento della parte esterna: lo stucco di calce riprende la consistenza delle facciate vicine; la gran parte delle aperture finestrate conserva proporzioni tradizionali. Le persiane sono rivestite con lo stesso tipo di stucco, in modo che le finestre chiuse diventino quasi invisibili sulla facciata. Gli unici elementi articolati sono le estensioni delle zone giorno: grandi cornici sporgenti costruite in legno iroko. La normativa per le residenze sociali limita rigidamente le dimensioni degli appartamenti. Tetris fa uso di una soluzione di design per sfruttare al massimo le risorse a disposizione. Le ridotte dimensioni del lotto rendevano impossibile la costruzione di più di un appartamento per piano. Quelli al piano terra sono adatti a residenti con ridotta mobilità; una fascia di micro-giardini privati funge da zona cuscinetto e da schermo per la privacy dei residenti del piano terra. Approfittando dell’orientamento Nord-sud delle facciate anteriori e posteriori, le zone giorno possono assumere un doppio aspetto.
Il dislivello di altezza dei soffitti (3,40 m per il soggiorno e 2,60 per la camera da letto) amplifica lo spazio a favore delle zone giorno. Questo risultato è stato ottenuto grazie a una disposizione sfalsata, che richiama il Tetris, per cui la stanza da letto al primo piano è collocata sopra il soggiorno al piano terra, e così via, creando sistemazioni personalizzate per ogni unità. Le finestre a tutta altezza incorniciate con il legno servono a distinguere ogni singolo appartamento, e allo stesso tempo ad aprire la zona giorno verso la strada. Gli atelier/studi e gli appartamenti hanno il medesimo design, in linea con la moderna tendenza alla fusione fra casa e spazio di lavoro.
Nelle case Tetris, il banale e l’eccezionale coesistono. Riconoscendo il valore della vita quotidiana, il progetto contribuisce a creare continuità all’interno del tessuto urbano, e allo stesso tempo lo potenzia con l’aggiunta di soluzioni originali. Inoltre, l’uso di materiali semplici ha consentito di destinare parte del budget al miglioramento della qualità degli spazi abitativi.

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