area 103 | Paris

architect: DVVD

location: Paris

year: 2007

A Evry, forse più che altrove, vista la separazione del flusso pedonale e veicolare, le opere d’arte rientrano nel campo dell’urbanistica e diventano punti di riferimento nello spazio pubblico, collegando i molteplici dislivelli creati in città, attraverso un secondo livello di riferimento. Nonostante sia interrotta da rue des Galants Courts e dalla corsia per i trasporti pubblici, l’area in cui si trova la passerella del Quai aux Fleurs è una zona alberata. Il forte dislivello fra le due strade e la passerella offre gradevoli prospettive sulla place des Miroirs, sul quartiere des Pyramides e sul prolungamento di rue des Galants Courts. La nuova passerella offre più sicurezza agli utenti degli autobus e alle auto che vi passano sotto, e rende minimi i rischi di degrado, vandalismo o smontaggio delle luci o dei parapetti. Questi due propositi potevano sembrare in contrasto l’uno con l’altro e, in particolare all’inizio, sembrava molto difficile inserire protezioni anti-vandalismo di due metri di altezza in un‘opera che doveva essere leggera e gradevole da attraversare. Si è arrivati alla conclusione che riducendo il divario fra i due livelli di circolazione e facendoli comunicare visivamente avremmo ovviato alla questione antivandalismo e gli abitanti del quartiere avrebbero rispettato maggiormente un‘opera preziosa che a sua volta pensava a loro. La sintesi di queste esigenze architettoniche e dei vincoli tecnici ha portato alla costruzione di una struttura metallica che ingloba i pedoni. Il volume così creato ha permesso di allungare i parapetti e di inserire le luci nella parte superiore; la superstruttura è stata ottimizzata in modo da poter sostenere il tutto, senza dover poggiare su cassettoni sotto la piattaforma, diminuendo al massimo il carico sulle fondamenta preesistenti. Per evitare di dare un’immagine negativa del quartiere e della passerella è stato necessario eliminare ogni effetto di chiusura del volume. Nel tentativo di far accettare il progetto, in particolare dai più giovani, abbiamo cercato di conferire alla passerella un carattere “ludico”, utilizzando curve d’irregolarità, giochi di rotazione e di movimento. La soluzione finale è stata quella di creare una passerella-scultura, un oggetto con il quale gli abitanti possano identificarsi raggiungendo una sorta di empatia.

architetto: DVVD (Daniel Vaniche, Vincent Dominguez, Bertrand Potel, Francisco Valiente)
data: marzo 2007
cantiere: 8 mesi
cliente: AFTRP Direction déléguée d’Evry
BET strutture: DVVD
carpenteria: Baudin Chateauneuf
costo: 750.000 euro HT
foto: Alain Baudry

DVVD is an office specialised in the fields of structural engineering, architecture and design. DVVD totally unifies those different fields, especially structural engineering, envelopes and façades design, and all technical projects. This know-how is relevant nowadays, the image, forms, skins, and cost optimization being more and more important. DVVD has been created by Daniel Vaniche in 2001. Graduated engineer from the Ecole Polytechnique, from the Ecole Nationale des Ponts et Chaussées (Master in Physics, Construction and Structural Engineering), as well as graduated from the Paris Ecole of Architecture, his double experience has clearly shown the interest and importance of merging those two activities into a single office. Three associates with a double experience in architecture or design and engineering have joined Daniel Vaniche, Vincent Dominguez, Bertrand Potel et Francisco Valiente, creating a strong team specialized in large scale projects. The office has a 50% growth year after year, and is almost unique in France, where architecture and engineering are most of the time separate activities. The office has been nominated for the French architecture prize, ”l’Equerre d’Argent”, in 2007-2008.

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