area 130 | gathering places

architect: Herzog & de Meuron

location: Basel, Switzerland

Visti da fuori, i centri espositivi sembrano poco più di un mucchio di grandi scatole accatastate. Necessitano di poche aperture e i segni distintivi vengono concepiti come restrizioni non funzionali per garantire la flessibilità interna. In genere, le soluzioni architettoniche prevedono ampie e monotone facciate in mattone, come nella Hall 2 o in vetro, come nella Hall 1. Per evitare questa monotona ripetizione, nella nuova Hall abbiamo adottato un nuovo approccio.
La nuova Hall presenta tre piani espositivi. Il livello di accesso, il più basso, è all’altezza della strada e della piazza esterne, che permettono un viavai naturale e casuale. Gli accessi al piano terra collegano senza interruzione alcuna la City Lounge alla già esistente Hall 1, ex Hall 3, il nuovo spazio eventi per 2500 spettatori e per un po’ di negozi, bar e ristoranti nel foyer. La geometria curva e dinamica della facciata al livello stradale si adegua ai flussi di persone e si trova in corrispondenza dello spazio di cui hanno bisogno la fermata del tram e gli ingressi al centro esposizioni e al Centro eventi. Qui, ampie estensioni di vetro creano la trasparenza spaziale necessaria e adatta a raggiungere l’ampiezza concepita per il complesso del centro eventi e per il risveglio della vita pubblica urbana. Per il successo a lungo termine del “Messezentrum in città” saranno cruciali i due aspetti della rivitalizzazione e della condivisione.
In superficie ci saranno due piani espositivi. Per evitare l’effetto “scatolone”, i due volumi più in alto sono slittati l’uno sull’altro come entità separate, cosa che in effetti sono! Pertanto, il nuovo centro è formato da tre elementi singoli, l’uno sopra l’altro, ognuno dei quali aggetta sulla strada in misura diversa consentendo di rispondere alle diverse condizioni urbane. Da qualsiasi punto di vista – sia esso Riehenring, Messeplatz o Riehenstrasse – il Nuovo Centro offre sempre una percezione diversa evitando in tal modo la monotonia dell’uniformità lineare della facciata. Questa variazione architettonica costante è rafforzata, paradossalmente, dall’applicazione di un materiale omogeneo (l’alluminio) su tutte le superfici esterne. La facciata, con quelle strisce che si intrecciano tra loro in modo articolato, modula e riduce strategicamente la scala degli enormi volumi espositivi rispetto all’intorno. Non si tratta soltanto di un elemento decorativo ma di un modo pratico per regolare la diminuzione della luce naturale sulle proprietà adiacenti e per incorniciare vedute specifiche da spazi particolari, soprattutto le aree sociali sulla City Lounge, verso la vita pubblica della città.

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