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La capitale del Regno Unito, che offre una stagione senza sosta di eventi culturali sull'architettura e le arti del progetto, durante il periodo primaverile ospita alcune importanti mostre nelle sue sedi museali più prestigiose.
Fino al 23 maggio 2015, giorno del primo anniversario dell'incendio che ha danneggiato la Glasgow School of Art, è visitabile presso le rinnovate gallerie del Royal Institute of British Architects, in Portland Place, la mostra Mackintosh Architecture. Annunciata come la prima importante retrospettiva sul lavoro dell'architetto, artista e designer scozzese Charles Rennie Mackintosh, la mostra espone circa 60 disegni originali e acquerelli, oltre a modelli, film e ritratti. Disegnatore di eccezionale talento, Mackintosh inizia un apprendistato di architettura all'età di 16 anni e segue corsi serali alla Glasgow School of Art prima di proporre, all'età di 29 anni, il progetto per la Scuola stessa, poi costruito tra il 1897 e il 1909. La mostra illustra anche il contesto in cui Mackintosh ha lavorato: la città di Glasgow, le opportunità ed i clienti; l'apprendistato e l'inizio della collaborazione in uno studio di architettura, il lavoro di architetto e designer indipendente; l'ispirazione che trasse dalla tradizione dell'architettura baronale scozzese e la sua collaborazione con la moglie, l'artista e designer Margaret Macdonald. La mostra londinese, curata da Susan Pugh del Riba Drawings and Archives, si completa idealmente con un programma di eventi presso il Riba e con la visita all'omonima mostra curata da Pamela Robertson presso l'Hunterian Art Gallery di Glasgow, responsabile anche di una ricerca di quattro anni che ha raccolto, catalogato e reso disponibile online il lavoro di Mackintosh.

In una sala della Architecture Gallery del Victoria and Albert Museum, la mostra temporanea Architects as Artists, a cura di Roisin Inglesby, inizia citando Leon Battista Alberti e Edward William Godwin, per interrogarsi sul confine tra architettura e arte ed illustrare casi esemplari in cui l'architetto si è espresso secondo canoni artistici. Attraverso quasi 50 disegni della collezione del Riba e del V&A, la breve ma preziosa esposizione offre una riflessione sugli strumenti artistici a disposizione della pratica architettonica. Sono classificati secondo le categorie "rappresentazione", "esplorazione dei luoghi", "presentazione" e "immaginazione", i disegni di Raffaello, E.W. Godwin, Hugh Casson, Cyril Potenza, Virgilio Marchi, Iakov Chernikhov, Tom Noonan, William Burges, Augustus Pugin, FAT Architecture, Alfred Waterhouse e William Walcot.

Ciascuna prova illustra l'abilità degli architetti nel descrivere in due dimensioni lo spazio architettonico, l'importanza del disegno dal vero e dello studio sul campo delle architetture storiche e dei paesaggi, la proprietà espressiva e l'adozione di convenzioni pittoriche nella comunicazione con i clienti o con il pubblico.

A breve distanza, nei Kensington Gardens, dal 26 giugno fino al 18 ottobre 2015, si può visitare il quindicesimo Serpentine Gallery Pavilion, realizzato dallo studio spagnolo SelgasCano, degli architetti José Selgas e Lucía Cano. Secondo la consuetudine, ogni anno circa sei mesi prima dell’inaugurazione, il progetto viene affidato, su invito, ad un architetto di fama internazionale che fino a quel momento non ha ancora realizzato un edificio nel Regno Unito, ma anche quest'anno si farà un'eccezione; infatti gli architetti spagnoli si erano già fatti notare a Londra nello scorso novembre per lo strepitoso successo della sistemazione degli uffici di Second Home, in una ex-fabbrica di tappeti appena fuori da Brick Lane, a Shoreditch. Prima di loro, sul tappeto erboso a fianco del padiglione per il the anni ‘30 che ospita la Serpentine Gallery, si sono succeduti in sperimentazioni architettoniche Smiljan Radić, Sou Fujimoto, Herzog & de Meuron e Ai Weiwei, Peter Zumthor, Jean Nouvel, Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa, Frank Gehry, Olafur Eliasson e Kjetil Thorsen, Rem Koolhaas e Cecil Balmond, Álvaro Siza e Eduardo Souto de Moura, MVRDV (non realizzato), Oscar Niemeyer, Toyo Ito, Daniel Libeskind, Zaha Hadid. Le sembianze del padiglione, che dovrà ospitare una caffetteria ed eventi durante il periodo estivo, non sono ancora state anticipate, ma Selgas, docente di progettazione al Mit di Boston, che preferisce la natura all'architettura, ha promesso "un padiglione assolutamente sperimentale che abbraccerà realmente il giardino".

 

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