L’insieme dei 12 volumi pubblicati nella collana “Ritrovare l’Italia”, di recente proposta dall’editore Il Mulino, offre l’occasione per ripensare al rapporto tra la realtà sociale italiana e l’immenso patrimonio collettivo ereditato: un capitale artistico, architettonico, letterario, musicale, linguistico, paesaggistico, che ha definito il carattere di un popolo, ha composto l’identità nazionale e ha delineato uno stile di vita italiano, apprezzato e imitato nel mondo.

Per secoli l’intero Occidente europeo ha trovato nelle strade d’Italia, le sue matrici e le sue fonti d’ispirazione. Ma, oggi, tra l’insorgere di piccole patrie locali, l’insediarsi di nuovi abitanti e i flussi ininterrotti di informazioni, senza autore e senza luogo, ci si deve chiedere: siamo ancora capaci di metabolizzare e di reinterpretare una tale illustre tradizione, che di fatto rappresenta un’opera d’arte totale? Quali sono le reali e discordanti radici storiche e quali sono le culture di riferimento delle tante espressioni sociali d’oggi?
Negli ultimi anni, da più parti si è colta la necessità, che, ad una serie di slogan, segua una riflessione ponderata e circostanziata sulle origini storiche di una vicenda nazionale, che di per sé resta ricca di contraddizioni. A partire dai contenuti degli agili saggi che compongono la collana, ciascuno volume contiene un invito a ripensare una parte della nostra storia e a soppesare le ragioni che l‘hanno modellata, proprio come momento fondativo e irrinunciabile per ogni ripartenza.

Da tempo, si dice, che la maggior ricchezza nazionale stia nel patrimonio artistico. Allora va stimolato con uno sguardo curioso, mediante itinerari tematici capaci di appassionare e di orientare i percorsi di scoperta tra tante bellezze. L’approccio scelto ambisce a contaminare il saggio di storia sociale, con innesti di storia dell’arte e descrizioni di architettura, rivelando non solo la struttura dei luoghi, ma anche la cultura e la letteratura che li ha permeati. A questo serrato lavoro di riflessione, sono stati chiamati giovani studiosi e brillanti divulgatori, che rileggono opere poco note, suggerendo itinerari d’autore fra storia, mito e immaginario collettivo.

In relazione alle attuali uscite editoriali, le scelte culturali finora espresse dalla Collana, possono essere raggruppate in tre distinti patrimoni identitari.
Un primo tema indagato riguarda gli Itinerari tra scavi e miti delle civiltà del passato. Ecco quindi gli Etruschi, i Bizantini, i Crociati, gli Svevi, ma anche la Sicilia dei Greci, la Roma dei Templari, le Gerusalemme d’Italia, le cattedrali di Puglia, i ghetti delle comunità ebraiche. Al remoto silenzio delle sedi degli Ordini religiosi, si aggiungono le ferite del vicino passato, con le memorie della prima Guerra Mondiale.

Un secondo tema trattato riguarda gli Itinerari tra corti, piazze, palazzi e ville. Partendo dalla domus, procede la messa in risalto dei grandi lasciti del Rinascimento. L’attenzione storiografica per piazze e città ideali, mette in risalto l’unicità di tali perfette architetture, che nell’ambito del Palladianesimo rappresentano già un primo prodotto dell’ingegno destinato ad essere esportato, fino ad influenzare la fondazione di lontane città del mondo, come Washington, San Pietroburgo e Calcutta.

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Il terzo tema riguarda gli Itinerari costruiti sulla base di una sfuggente tradizione estetica e i percorsi tematici tra le sorprese intellettuali proposte da grandi individualisti. Si incontrano le stazioni termali, dove fin dall’antichità l’immaginario intessuto di sacro e di profano, esprime l’alto valore simbolico dell’acqua: si pensi alle mete di pellegrinaggi di cura, fra fonti, grotte e stabilimenti. Quindi le stazioni ferroviarie, con storie di movimenti, di impianti tecnici e di ornamentazioni, tra sale e banchine per addii e partenze.

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Inserite,infine, tra le città ideali, si incontrano anche le conferme di poco noti luoghi privati di eccezione, come Acaya (Lecce) o La Scarzuola (Terni), il singolare sogno dell’architetto Tomaso Buzzi.
Procede, così, di titolo in titolo, la collana dedicata a Ritrovare l’Italia. Quali altri itinerari tematici documentati dalla ricerca storica, potrebbero ancora interessare il viaggiatore erudito? Non mancano i soggetti dimenticati. Per esempio, le insenature e i porti; i luoghi di produzione e le archeologie industriali; le scenografie e i teatri per la lirica; gli ospizi e i passi alpini e, infine, non ultime, le dimore degli uomini celebri.