New Olivo

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progettista: Pierluigi Piu

luogo: Londra

anno: 2016

Un nuovo ristorante a Londra, New Olivo, riallestito a distanza di tempo dal progetto originario. L’autore, Pierluigi Piu, prosegue la narrazione della Sardegna, terra d’origine sua e del proprietario, già iniziata precedentemente in altri locali dello stesso brand. Qui il racconto è evocato attraverso grandi bassorilievi parietali in pietra naturale color seppia, che vogliono essere un chiaro e inconfondibile riferimento alla tecnica di tessitura artigianale a pibiònes, tipica dell’isola.

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L’accesso al locale e alle sue pertinenze si apre su un fronte strada rigorosamente rispettoso della tradizione vittoriana londinese, reso più “fresco” grazie alla scelta di un colore inusuale.

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La parete che originariamente separava lo spazio d’entrata dalla sala da pranzo affacciata sulla strada è stata abbattuta e sostituita con un divisorio interamente vetrato, resistente al fuoco e privo d’intelaiatura, per ampliare visivamente ambienti prima troppo compressi. In fondo al piccolo atrio d’ingresso le porte d’accesso ai piani superiori (a uso privato) e al ristorante Olivo, realizzate in rovere tinto wengé, sono combinate, nella loro posizione aperta e chiusa, a formare un’unica pannellatura a tutt’altezza che indirizza senza equivoci il visitatore verso la sala da pranzo principale: essa è dominata da un primo “arazzo” in pietra di grandi proporzioni, minuziosamente cesellato su disegno dell’autore da Lithea, che riprende i tipici tessuti sardi in cui i motivi decorativi (la pavoncella, considerata simbolo di fertilità e prosperità, è fra i più ricorrenti) sono definiti da “chicchi” (pibiònes) in rilievo, formati da piccoli anelli eseguiti col filato di trama.

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All’ingresso, nella direzione destra, è stato realizzato il nucleo bar/reception costituito da un comptoir attrezzato e rivestito interamente in Corian®, color caffè, alle spalle del quale è ubicata la discesa alla cucina, in posizione intermedia fra la sala da pranzo posta sul fronte strada e quella più interna. A quest’ultima si accede attraverso un ampio varco aperto nella muratura perimetrale della sala principale, sul lato opposto del quale si trova un secondo “arazzo” lapideo che copre l’intera parete di fondo e propone una variante del motivo decorativo della pavoncella. Sulla destra un pannello/porta a tutt’altezza, anch’esso in rovere tinto wengé, si apre sul piccolo disimpegno delle toilettes, nel quale trova spazio un guardaroba le cui ante interamente a specchio offrono l’illusione di una maggiore profondità spaziale.

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Le pareti del ristorante Olivo sono trattate con un cemento/resina a grana fine, rifinito a cera, nelle calde e scure tonalità del grigio tortora e caffè bruciato che, producendo un effetto di diffusa penombra, esaltano i bassorilievi color seppia illuminati da una vivida luce radente e danno risalto al tovagliato color “duck egg”, che rimanda a quello della facciata e armonizza col pavimento in doghe di legno, rifinito con un manto di vernice coprente ad alta resistenza al calpestio.

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