Grand projects: How far will you go?

luogo: Tokyo, Japan

“Il punto di partenza è la tensione verso la bellezza, verso l’arte, in modo che la sorpresa, lo stupore, l’inatteso siano parte anche dell’opera architettonica”. (Oscar Niemeyer)

Fin dove sarete disposti a spingervi? È la domanda che ci pone la curatrice della mostra Grand projects: How far will you go? in svolgimento presso il museo 21_21 Design Sight di Tokyo. La mostra raccoglie una selezione di recenti progetti sul tema della monumentalità, opere che sfidano le capacità umane di spingersi oltre i propri limiti, sfidando le leggi della natura.
Co-diretto da Issey Miyake, Taku Satoh e Naoto Fukasawa - affiancati dal direttore associato Noriko Kawakami – il museo 21_21 Design Sight rappresenta un punto di riferimento importante per la promozione del design contemporaneo in Giappone. Il nome del museo s’ispira alla definizione oculistica di perfetta visione. Da qui il nome 21_21, che insieme a “design sight” descrive questo luogo come un “punto di vista sul design” e l’importanza di osservare le cose con la mente concentrata e priva di distrazioni.

Christo "The Mastaba (Project for United Arab Emirates)" Drawing 2012 in two parts © Christo︎

Artisti, designers e architetti, con origini e ideologie diverse, sono raggruppati in questa mostra. Ciascuno di essi ha realizzato un’opera che inizialmente era ritenuta impossibile da concretare. La mostra si apre con una proiezione sull’opera di Christo and Jeanne-Claude. Il video, in multi-proiezione su tre schermi, racconta le attività creative degli artisti durante la loro cinquantenaria carriera. Nell’intervista – realizzata specificamente per questa mostra e ambientata nel suo recente progetto per il Lago d’Iseo - Christo racconta la genesi e la realizzazione di questa e di altre celebri opere, tra cui la Mastaba costruita negli Emirati Arabi Uniti. Herman Hertzgberger scrisse a proposito del valore sociale dell’architettura: “Più una struttura ha un’importanza collettiva, più è facile interpretarla come parte della natura e accettarla come parte integrante del paesaggio”. A dispetto del suo colore arancione e della sua dimensione imponente, il “molo galleggiante” di Christo and Jeanne-Claude è diventato per qualche giorno parte integrante del paesaggio di Iseo ed ha ottenuto un innegabile successo di pubblico. Il video in mostra al 21_21 Design Sight ha il merito di mostrare la complessità nascosta dietro un’idea apparentemente semplice e il suo impatto sociale.

Christo at the Floating Piers, Lake Iseo, Italy, 2014-16 (Photo: Wolfgang Volz) © Christo︎

Church of the Valley è l’opera del controverso architetto Junya Ishigami, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 2010. Noto per lo stile minimalista e magro dei suoi lavori, ma anche per la sua capacità di ridefinire i confini tra arte e architettura, Ishigami affronta spesso il tema della percezione di scala e del rifiuto dei valori convenzionali. Nel Kanagawa Institute of Technology Workshop (KAIT), per esempio, egli frammenta la struttura portante in una foresta di esili tubi di acciaio. Similmente, nell’installazione Cuboid Balloon gioca con l’apparente passività di un enorme monolite fluttuante, in realtà privo di peso perché riempito con gas elio. La ricerca dell’essenzialità alla base del lavoro di Ishigami trova un interessante punto di arrivo nel progetto della Church of the Valley, una chiesa (in costruzione) alta 45 metri e larga solo 1.35: una architettura estrema, probabilmente uno spazio che si avvicinerà molto alla sacralità imponente delle cattedrali gotiche.

Junya Ishigami “Church of the Valley” © junya.ishigami+associates

Il Lucerne Festival in Tohoku, dove Anish Kapoor, Arata Isozaki e Masahide Kajimoto hanno realizzato una enorme sala concerto amovibile in una struttura gonfiabile, dimostra come la grande dimensione applicata alla progettazione in aree danneggiate da disastri naturali possa essere una valida soluzione in grado di innescare dinamiche spontanee di rinascita urbana. Il titolo “grandi progetti” non è riferito solo al mero superamento di limiti dimensionali. Ciascuna delle altre opere in mostra, a suo modo, travalica i confini imposti dal senso comune, porta all’estremo le condizioni di contesto, ridefinisce il concetto di materialità, di forma, peso e struttura.

LUCERNE FESTIVAL ARK NOVA “Event scene at Fukushima” (2015)

Ad esempio Tape Tokyo 02 – opera del gruppo di creative Numen / For Use – è un vero e proprio azzardo strutturale realizzato interamente in nastro adesivo, un ventre che si può visitare (in 2 alla volta per 10 minuti) provando l’ebrezza di immergersi carponi in un ambiente sospeso dal suolo, morbido e traslucido. Yusuke Asai, con l’opera Possibility of Soils, sperimenta l’uso di terre policrome raccolte nell’area intorno al museo per creare impressionanti opere pittoriche. Georges Rousse ridefinisce il confine tra realtà e illusione attraverso l’opera anamorfica dal titolo TOKYO 2017. La rappresentazione anamorfica, tecnica antica usata anche da Leonardo da Vinci, ha la capacità di disorientare l’osservatore e innescare una riflessione sulla realtà e l’illusorietà della percezione. Dani Karavan, presenta in questa occasione tutti gli schizzi, le foto ed altri documenti che illustrano il meticoloso processo di realizzazione dei suoi famosi progetti Axe Majeur e Negev Monument. Infine il Capsule Hotel 21, di Tatzu Nishi, promuove un ribaltamento del rapporto pubblico/private ed impressiona il pubblico offrendo l’illusione (e per qualche minuto anche la possibilità reale) di poter soggiornare gratuitamente in un art hotel nel cuore della costosissima Tokyo.

Numen/For Use “Tape Tokyo 02”

Le sfide imposte da questi progetti estremi sono la motivazione principale dell’interesse che essi suscitano nel pubblico. Dietro idee apparentemente semplici (un edificio alto ed esile, una passeggiata sull’acqua, un quadro fatto di terra, etc.), si nascondono spesso complessità e ostacoli inimmaginabili. Spesso il reperimento dei fondi rappresenta il primo e più impegnativo ostacolo, ma anche i regolamenti, le difficoltà tecniche, l’impatto sociale e così via. Infine, il coinvolgimento di un ampio numero di collaboratori, senza il supporto dei quali nessuna opera di simili complessità potrebbe essere realizzata. La forza di questi progetti è anche nella capacità di influenzare la vita quotidiana delle persone, offrendo nuove prospettive di utilizzo del paesaggio urbano. Si potrebbe pensare che la motivazione celata dietro a sfide così impegnative sia principalmente quella di impressionare il pubblico. Nell’intervista Christo e Jeanne-Claude rispondono con una motivazione diversa: "Perché noi siamo i primi a voler vedere l’opera compiuta”. Nel perseguire questi sogni di grandezza, gli stessi creatori provano una gioia immensa e la trasmettono ai fruitori dell’opera.

21_21 DESIGN SIGHT Exhibition “GRAND PROJECTS: HOW FAR WILL YOU GO?”
date: 23 giugno – 1 ottobre 2017 (esclusi i martedì)
orario: 10:00-19:00
organizzata da: 21_21 DESIGN SIGHT, THE MIYAKE ISSEY FOUNDATION
in associazione con: Agency of Cultural Affairs; Ministry of Economy, Trade and Industry; MINATO CITY BOARD OF EDUCATION
sovvenzionata da: Embassy of Israel, Austrian Embassy/Austrian Cultural Forum Tokyo, French Embassy/Institut français du Japon
sponsor speciale: Mitsui Fudosan Co., Ltd.
sponsor: TODA CORPORATION
supportata da: Canon Inc., Canon Marketing Japan Inc.
direttore mostra: Naoko Aono
contenuti mostra: Christo and Jeanne-Claude: Masahiko Yanagi
progetto museografico: Yuri Naruse / Jun Inokuma / Misato Honda (Naruse Inokuma Architects)
progetto grafico: Yuzo Kariya / Nao Kakuta (neucitora)
creativi partecipanti: Christo and Jeanne-Claude, Junya Ishigami, Numen/For Use, LUCERNE FESTIVAL ARK NOVA, Yusuke Asai, Dani Karavan, Georges Rousse, Tatzu Nishi

Pubblica i tuoi commenti